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NOVITÀ NORMATIVE

PER IL CONTRIBUENTE 60 GIORNI DI TEMPO PER IL RICORSO SULLA CARTELLA.

Una volta notificata la cartella di pagamento, se il contribuente non intende pagare deve prestare particolare attenzione nel presentare il ricorso o il reclamo.
In via generale entro 60 giorni dalla notifica, il contribuente che riceve una cartella che riguarda tributi erariali o locali può impugnarla innanzi alla Commissione tributaria provinciale competente presentando ricorso da notificare all'ente impositore e poi, nei successivi 30 giorni, da depositare presso la commissione.
Se la cartella è stata preceduta da un altro atto (il caso più frequente è un avviso di accertamento o un'irrogazione sanzioni) essa può essere impugnata soltanto per vizi propri (notifica, motivazione, contenuti, ecc.) e non anche per questioni attinenti il merito dell'atto sottostante. In tale ipotesi il ricorso va fatto contro Equitalia che ha curato la predisposizione, la redazione e la notifica della cartella.
Se invece non è stata preceduta da un atto impositivo la cartella può essere impugnata anche per questioni relative al merito della pretesa: il caso più frequente è il controllo automatizzato della dichiarazione (articolo 36-bis, Dpr 600/73) ° previa richiesta di alcuni documenti (articolo 36-ter Dpr 600/73). A questo proposito va segnalato un recente orientamento della Cassazione, ad oggi rimasto isolato, in base al quale è impugnabile la comunicazione (avviso bonario) che precede la cartella. Sul punto l'Agenzia ha comunicato di non condividere tale orientamento opponendosi in tutti i casi in cui il contribuente non ritenga di impugnare la cartella ma l'avviso bonario in questione.
Nelle more della decisione del ricorso, il contribuente può poi chiedere la sospensione dell'esecutività della cartella . In alcuni casi è necessario presentare, prima del ricorso, reclamo all'Agenzia delle Entrate ove ricorrano una serie di condizioni : imposte erariali amministrate dall'Agenzia (Irpef, Ires, Iva, ecc.), l'importo delle imposte non superiore ai 20mila euro (al netto di interessi e sanzioni) e soprattutto il contribuente non deve eccepire vizi propri della cartella in quanto in tal caso occorrerebbe chiamare in causa Equitalia e non l'Agenzia.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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