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NOVITÀ NORMATIVE

LA CARTELLA NOTIFICA PER POSTA RISCHIA L'INESISTENZA.

Secondo alcune recenti pronunce di merito è inesistente e, quindi, non sanabile, la cartella notificata direttamente per posta dall'agente della riscossione che non si sia avvalso dei soggetti abilitati previsti per legge.
Un'altra importante pronuncia arriva poi dalla Cassazione sull'accensione dell'ipoteca per crediti erariali inferiori a 8mila euro.
L'invio per posta
In questo senso si è recentemente espressa la Ctp di Vicenza con le sentenze 33/07/12 e 37/07/12. Oggetto dei giudizi è stata l'impugnazione di una cartella di pagamento: nel primo caso emessa a seguito di due accertamenti precedentemente notificati; nella seconda circostanza è stata emessa a seguito di controllo automatizzato (articolo 36-bis, Dpr 600/73).
I motivi di ricorso erano, sostanzialmente, gli stessi: notifica da parte dell'agente della riscossione tramite il servizio postale, fatta direttamente e non a mezzo di soggetti abilitati e mancata compilazione della relazione di notifica. I giudici hanno innanzitutto preso atto che le Commissioni di merito sono divise sulla questione.
Per quanto riguarda la Cassazione, invece, la sentenza 14327/09, l'ordinanza 15948/10 e la sentenza 11708/11 - a parere dei giudici vicentini - non hanno mai ammesso che ciò sia possibile.
In particolare la prima sentenza lo ritiene ammissibile, ma si riferisce a una vicenda del 1984: la norma applicabile all'epoca conteneva l'inciso «da parte dell'esattore» poi successivamente eliminato e che avrebbe legittimato tale attività.
La seconda ordinanza affronta solo il problema della relazione di notifica ma non risponde al quesito relativo al potere di notifica diretta dell'agente della riscossione.
La terza ha ritenuto legittima la notifica della cartella con raccomandata con avviso di ricezione ma non ha affrontato direttamente il problema se il concessionario sia, o meno, legittimato a eseguire tale tipo di notifica dopo la modifica del 1999 dell'articolo 26, Dpr 602/73.
Secondo i giudici vicentini la cancellazione dell'inciso «da parte dell'esattore» dimostra come il legislatore abbia voluto escludere il concessionario dal novero dei soggetti abilitati alla notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata con avviso di ricevimento.
In conclusione, la notifica eseguita da un soggetto non abilitato costituisce un vizio così radicale che assorbe anche il problema della mancanza della relazione di notifica e che comporta l'inesistenza - non sanabile - della notifica stessa.
I limiti all'ipoteca
Altra questione particolarmente dibattuta in questi ultimi anni, concerne la possibilità per l'agente della riscossione di procedere a ipoteche per somme inferiori agli 8mila euro prima della recenti modifiche normative che hanno innalzato tale soglia a 20mila. In particolare secondo le Sezioni Unite della Cassazione il divieto di procedere a dette ipoteche per debiti inferiori agli 8mila euro vale anche per il passato.
A nulla rileva, infatti, che la legge 73/2010 abbia previsto che questo limite riguardava solo il futuro. Questo importante principio fissato dalle Sezioni Unite con la sentenza 5771/2012 verosimilmente interessa numerosi contribuenti, i quali, ancora oggi, hanno iscrizioni ipotecarie per debiti inferiori agli8mila euro.
La controversia trae origine dall'annullamento dell'ipoteca richiesta da una società perché relativa a debiti inferiori al predetto importo. Il ricorso del contribuente, avverso il rifiuto di Equitalia, veniva accolto dai giudici di merito. La società di riscossione ricorreva quindi per cassazione. In passato le Sezioni Unite avevano già ritenuto illegittima l'iscrizione ipotecaria per debiti inferiori a 8mila euro in quanto non era possibile procedere alla successiva espropriazione immobiliare, per cui l'iscrizione ipotecaria non aveva alcun senso.
La difesa di Equitalia richiedeva alla Cassazione una revisione di questa interpretazione alla luce della legge 73/2010 che aveva vietato di iscrivere ipoteche per crediti minori agli 8mila euro ma solo a seguito dell'entrata in vigore della citata norma e non anche per il passato. Secondo le Sezioni Unite la nuova norma ha soltanto fissato un limite coincidente con quello dell'espropriazione sotto il quale non possono eseguirsi ipoteche.
Sulla vicenda va segnalato che il decreto fiscale, oltre ad aver individuato in 20.000 euro il nuovo limite per le iscrizioni ipotecarie, ha anche chiarito che le finalità di garanzia dell'istituto rendono autonoma l'esperibilità della ipoteca, che non necessariamente deve essere preordinata all'esecuzione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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