PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

COMUNI: CON I TAGLI ANCHE MAGGIORI FUNZIONI DA GESTIRE.

La nuova mappa delle funzioni fondamentali dei comuni tracciata dal decreto sulla spending review ricalca solo in parte quella contenuta nella legge sul federalismo fiscale. Nel complesso, il nuovo elenco pare più ampio di quello preesistente. È quindi lecito attendersi un ulteriore allungamento dei tempi per l'individuazione dei fabbisogni standard di spesa. L'art. 19, comma 1, del dl 95/2012, nel quadro della complessiva revisione della disciplina sull'obbligo di gestione associata da parte dei piccoli comuni, provvede a ridefinire il core business dei municipi, «ai sensi dell'art. 117, comma 2, lett. p), Cost.».
Proprio tale riferimento alla Carta fondamentale rivela la portata generale della disposizione, che sembra destinata ad applicarsi (a differenza dei commi successivi) anche agli enti di maggiori dimensioni, sostituendo quella di cui all'art. 21, comma 3, della legge 42/2009. Quest'ultimo, come noto, aveva operato una prima cernita delle funzioni fondamentali comunali, al fine di avviare la determinazione dei fabbisogni standard relativi alle connesse spese, cui agganciare i nuovi meccanismi di finanziamento previsti dal federalismo fiscale. A completare il quadro, era poi intervenuto il dlgs 85/2010, che aveva affidato tale compito a Sose ed Anci-Ifel, che lo stanno (faticosamente) svolgendo.
Ora, la novella legislativa spariglia nuovamente le carte. In effetti, mentre la legge 42 aveva mutuato l'articolazione delle funzioni (e relativi servizi) prevista dal dpr 194/1996 sui modelli di bilancio, «scremando» (per così dire) quelle (ritenute) fondamentali, il dl 95 introduce una classificazione meno «familiare». Le corrispondenze fra il vecchio elenco (quella della legge 42) e quello nuovo (dl 95) sono solo parziali (si veda la tabella in pagina) e spesso non si tratta di mere difformità terminologiche, ma di differenze di sostanza.
Prendiamo, ad esempio, le funzioni di polizia locale (su cui il lavoro di rilevazione dei fabbisogni standard è già in stato avanzato): la legge 42 le considerava tutte, mentre il dl 95 cita solo la polizia municipale e quella amministrativa, lasciando fuori quella commerciale.
Discorso analogo vale per le funzioni generali: la legge 42 conteneva un limite quantitativo (fissato al 70% delle relative spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile), mentre il dl 95 parla di «Organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo», salvo poi recuperare a parte anagrafe, stato civile, servizi elettorali e riscossione tributi.
In generale, tuttavia, la nuova lista pare decisamente più ampia della precedente, e non solo perché l'elenco puntato e numerato conta dieci voci arrivando fino alla lettera l) (prima ci si fermava a 6 voci ed alla lettera f)), ma perché include – oltre a servizi in precedenza non citati espressamente (come il catasto) o di dubbio inquadramento (come la pianificazione urbanistica ed edilizia) – anche fattispecie «residuali» e potenzialmente onnicomprensive.
È il caso, soprattutto, della «Organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale», che pare andare ben al di là dei servizi di trasporto pubblico comunale (esplicitamente citati) ed inglobare anche altri servizi prima esclusi, come l'edilizia residenziale pubblica o il servizio idrico integrato. È evidente che l'allargamento della categoria delle funzioni fondamentali rappresenta un elemento di tutela per i cittadini beneficiari dei relativi servizi, specialmente se residenti in territori a bassa capacità fiscale, ma è altrettanto evidente che ciò determinerà un'ulteriore complicazione del (già accidentato) percorso di determinazione dei fabbisogni standard.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio