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NOVITÀ NORMATIVE

SPENDING REVIEW: PROCEDURE A RISCHIO SUGLI ACQUISTI DELLA PP.AA.

Nella spending review manca una norma di diritto transitorio per regolamentare le acquisizioni di beni e servizi al di fuori del sistema Consip, che rischia di mettere fortemente in crisi le amministrazioni.
L'articolo 1 del dl 95/2012, nel regolamentare l'obbligo per tutte le amministrazioni di avvalersi della Consip o delle centrali di committenza regionali per i contratti di beni e servizi, non ha minimamente tenuto conto delle procedure di gara avviate e non ancora concluse al momento dell'entrata in vigore del decreto.
Le disposizioni in merito agli acquisti sono sin troppo drastiche: «I contratti stipulati in violazione dell'articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e i contratti stipulati in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip spa sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa.
Ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, dei detti strumenti di acquisto e quello indicato nel contratto. Non sono comunque nulli i contratti stipulati tramite altra centrale di committenza a condizioni economiche più favorevoli».
Si sanziona con la nullità, che è insanabile, non solo e non tanto l'approvvigionamento che avvenga a costi maggiori di quelli rilevabili dal sistema Consip-centrali di committenza, ma specificamente qualsiasi procedura di acquisizione al di fuori del sistema. Il legislatore, cioè, conscio dell'utilizzo troppo basso delle convenzioni Consip e dell'eccessiva differenza di prezzo per prestazioni analoghe, priva del tutto le stazioni appaltanti dell'autonomia operativa e le obbliga ad acquisire gli approvvigionamenti nel sistema Consip.
Per il futuro non vi sono problemi. L'articolo 1 del dl 95/2012 chiarisce che le procedure di gara autonome sono ammissibili, sostanzialmente, solo laddove l'oggetto dell'approvvigionamento non sia compreso in una delle convenzioni delle centrali di committenza.
Una traccia di diritto transitorio si reperisce solo nel comma 13 dell'articolo, secondo il quale è possibile il recesso in qualsiasi tempo da contratti già stipulati, previa formale comunicazione all'appaltatore con preavviso non inferiore a 15 giorni e previo pagamento delle prestazioni già eseguite oltre al decimo delle prestazioni non ancora eseguite, qualora tenuto conto anche dell'importo dovuto per le prestazioni non ancora eseguite, i parametri delle convenzioni Consip, successive alla stipula dei contratti stessi, siano migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e l'appaltatore non acconsenta a una modifica.
Non vi è, tuttavia, nessuna indicazione, lo si ribadisce, per le procedure colte a metà dell'opera dall'entrata in vigore del decreto.
Il rischio, data l'assolutezza della sanzione di nullità, è che se un'amministrazione porti a termine la gara e stipuli il contratto esso cada immediatamente nella ghigliottina della nullità. Con probabili conseguenze di carattere giudiziario a carico delle imprese, le quali potrebbero ritenersi spinte a chiedere il risarcimento per perdita di chance.
Le amministrazioni interessate potrebbero anche avventurarsi ad aprire le buste e dichiarare l'aggiudicazione provvisoria, applicando per analogia la regolamentazione del comma 13, dunque senza giungere alla stipulazione del contratto laddove l'offerta risultasse di importo superiore alle condizioni Consip. Ciò sarebbe possibile, perché a mente dell'articolo 11, comma 9, del dlgs 163/2006 è possibile revocare o annullare la procedura di gara finché non sia stipulato il contratto.
Invece, constatando che l'offerta risulti migliorativa rispetto ai parametri Consip, si potrebbe fare salva la gara, le spese incontrate e le legittime aspettative delle ditte partecipanti, dando prevalenza al fine dell'articolo 1 del dl 95/2012, cioè ridurre le spese degli appalti, piuttosto che al dato formale della declaratoria di nullità.
Certo, si tratterebbe di un'interpretazione rischiosa, sulla fattibilità della quale potrebbe scatenarsi la troppe volte vista ridda di letture contrastanti da parte di Authority e sezioni regionali della Corte dei conti. Vi è il tempo, con la legge di conversione del dl 95/2012, di rimediare e introdurre la disciplina transitoria mancante.
FONTE: ITALIA OGGI

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