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NOVITÀ NORMATIVE

SPENDING REVIEW: VERIFICHE CONTABILI CON LE SOCIETA' PARTECIPATE.

Enti locali e società partecipate sono obbligati alla conciliazione finanziaria delle reciproche posizioni giuridiche.
Secondo le disposizioni dell'articolo 6, comma 4, del decreto sulla spending review (Dl 95/2012), con decorrenza dal l'esercizio finanziario 2012, i Comuni e le Province sono tenuti ad allegare al rendiconto della gestione una nota informativa contenente la verifica dei reciproci rapporti di debito e credito intercorrenti con le proprie società partecipate.
Questa nota, che dovrà essere asseverata dai rispettivi organi di revisione, dovrà inoltre analiticamente evidenziare, dandone adeguata motivazione, eventuali discordanze, per le quali dovranno essere adottati senza indugio i provvedimenti necessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie e creditorie.
Il termine ultimo assegnato ai competenti organi per effettuare tale riconciliazione viene individuato nell'esercizio finanziario in corso.
Se, da un lato, la norma introdotta dal secondo decreto sulla spending review risponde ad una logica di corretti principi contabili, anche in funzione dei previsti obblighi di consolidamento dei conti, dall'altro occorre però rilevare che non ne viene precisato l'ambito di applicazione.
Il riferimento indistinto alle società partecipate non consente infatti di individuare il corretto perimetro entro il quale rendere operativa questa disposizione. In particolare, occorre chiedersi se l'obbligo di conciliazione dei reciproci rapporti di debito-credito riguardi solo le società direttamente partecipate o anche quelle a partecipazione indiretta. In questo caso poi occorre capire il livello di partecipazione entro il quale devono essere verificate le reciproche posizioni.
La nota da allegare al rendiconto non comprende invece l'analisi dei reciproci rapporti intercorrenti con altri organismi di diritto pubblico o privato, quali le aziende di servizi alla persona - ex Ipab, le associazioni e le fondazioni.
Altra questione da chiarire è connessa alla diversa tempistica dell'approvazione dei bilanci da parte di enti e società: la conciliazione di partite contabili potrebbe infatti risultare difficoltosa laddove i bilanci degli organismi partecipati non vengano approvati entro il termine ultimo previsto per l'approvazione dei rendiconti degli enti locali, cioè il 30 aprile dell'anno successivo a quello di riferimento.
A norma dell'articolo 2364 del Codice civile, l'assemblea dei soci deve essere convocata per discutere e deliberare sull'approvazione del bilancio di esercizio entro il termine stabilito dallo statuto, il quale non deve essere superiore a 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio. Per le società tenute alla redazione del bilancio consolidato o in presenza di particolari esigenze relative alla struttura o all'oggetto della società, lo statuto può comunque prevedere un termine maggiore rispetto quello ordinario, non superiore in ogni caso a 180 giorni.
Poiché la norma dispone l' obbligo di asseverazione della nota informativa da parte degli organi di revisione dell'ente e di tutte le società, sarebbe necessario individuare, magari in sede di conversione del decreto, non solo l'esatta definizione del perimetro, ma anche le modalità di gestione di eventuali sfasamenti temporali nei termini di approvazione dei rispettivi bilanci.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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