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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: IN ACCONTO AGLI INCASSI MANCA 1 MILIARDO.

Soddisfazione a Milano e Torino, preoccupazione a Roma e Napoli. I dati del gettito effettivo prodotto dal primo acconto Imu a giugno, diffusi sabato dal ministero dell'Economia, vengono accolti in modi diversi nei Comuni. In alcuni, dove i numeri reali degli incassi raggiungono o superano il 50% delle stime annuali calcolati nei mesi scorsi, l'obiettivo è centrato, ma in altri casi si rimane lontani dal traguardo. Fino ai casi, da Perugia a Monza, da Mantova a Lecce, dove il rapporto fra le entrate del primo acconto e le cifre calcolate dall'Economia non arriva al 40 per cento.
Il fatto che dopo i numeri generali fosse tutta da verificare la distribuzione del gettito Comune per Comune era noto allo stesso Governo, e infatti questi sono giorni di riunioni intense nei tavoli tecnici di confronto con gli enti locali.
Da quando ad aprile sono state diffuse le stime ministeriali per consentire ai sindaci di accertare a bilancio in modo convenzionale le entrate dell'Imu, però, sono intervenuti altri fattori, che ora complicano il rebus della redistribuzione delle risorse fra chi ha incassato più del previsto e chi si è fermato a un livello inferiore. Il meccanismo prevede che i primi cedano la quota di risorse extra ai secondi: Milano, per esempio, potrebbe essere chiamata a girare risorse per compensare le carenze incontrate a Brescia, Bergamo o Como.
Tutti i numeri sono oggetto in questi giorni di verifica (le stime pubblicate nella tabella a fianco sono quelle date ai Comuni nella seconda metà di aprile dall'Economia), ma più di un elemento è arrivato ad accorciare la coperta.
Il terremoto in Emilia, prima di tutto, che secondo le cifre fornite dal Governo in Parlamento (audizione del ministro Piero Giarda a Montecitorio l'11 luglio) e ai tavoli tecnici fa mancare all'appello circa 500 milioni.
Le case fantasma, che ancora sfuggono al Catasto e quindi al prelievo, potrebbero costare circa 350 milioni, 70 milioni sono legati alla partita dei rurali (su cui peraltro il decreto fiscale 16/2012 ha introdotto agevolazioni ovviamente non calcolate nelle stime iniziali), mentre i mancati acconti da parte di contribuenti tenuti al pagamento potrebbero rappresentare circa 260 milioni.
I punti interrogativi, in totale, superano di poco gli 1,1 miliardi di euro: una cifra non troppo alta sul complesso dell'Imu, al punto che il Governo ha già escluso ufficialmente l'intervento precauzionale sulle aliquote di base tramite Dpcm, ma che ai singoli Comuni può costare parecchio.
Dettagli importanti del quadro sono ancora da definire, perché i dati diffusi sabato dall'Economia si riferiscono alle deleghe fino al 4 luglio (qualcosa potrebbe essere arrivato dopo, con riversamenti successivi e con il ravvedimento operoso), e i proprietari di abitazione principale potevano scegliere l'acconto in due rate, giugno e settembre, abbassando naturalmente l'incasso del primo appuntamento.
La partita, però, rimane intricata: il gettito effettivo dell'Imu serve anche a effettuare i tagli compensativi al fondo di riequilibrio dei Comuni che hanno incassato di più rispetto all'Ici (lo prevede l'articolo 13, comma 17 del Dl 201/2012), ma sullo stesso fondo punta ora la richiesta di altri 500 milioni scritta nel decreto sulla revisione di spesa. Il tutto mentre i sindaci hanno tempo fino al 30 settembre per ritoccare ulteriormente le aliquote rispetto a quelle decise ora nei preventivi: un calendario affollato, che potrebbe non bastare.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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