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NOVITÀ NORMATIVE

A BREVE LE LINEE GUIDA DEL MEF SULL'IMPOSTA DI SOGGIORNO.

«In dirittura d'arrivo» le linee guida del ministero dell'economia, destinate agli enti locali, su come predisporre delibere e regolamenti sull'imposta di soggiorno e sbarco. E, nel frattempo, «sono in corso riunioni» per realizzare quanto prima un analogo vademecum sul Tares, la Tassa sui rifiuti e sui servizi comunali.
L'annuncio è arrivato ieri, a Roma, durante un convegno organizzato per illustrare il prontuario sull'Imu, l'Imposta municipale unica, già a disposizione delle amministrazioni, stilato da Studiare Sviluppo, la struttura «in house» del dicastero di via XX settembre.
Destinato al supporto di sindaci, presidenti di provincia e regione dell'Obiettivo convergenza (area che comprende Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), il testo, insieme alla circolare n. 3/DF del 18 maggio 2012 del Mef, fornisce chiarimenti «attinenti allo specifico tema della potestà regolamentare in materia di Imu» e istruzioni, di cui viene offerto un prototipo, per «assicurare una gestione dell'imposta conforme al dettato normativo, nonché ai criteri di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza».
Composte di 20 articoli, le linee guida chiariscono all'art. 1 che, nell'ambito della potestà regolamentare riconosciuta all'ente ai sensi dell'art. 52 del dlgs 446/1997, e confermata dall'art. 14, comma 6 del dlgs 23/2011, il comune «definisce l'oggetto, le finalità e l'ambito di applicazione del regolamento» sull'Imu, all'interno del quale si tiene conto delle «problematiche e delle esigenze dei contribuenti»; gli art. 2 e 3, poi, individuano il «presupposto impositivo» che, in base all'art. 13 comma 2 del decreto «Salva-Italia» (legge 214/2011), consiste «nel possesso di qualunque bene immobile, sito nel territorio del comune, a qualsiasi uso destinato e di qualunque natura, ivi comprese l'abitazione principale e le relative pertinenze», chiarendo le definizioni di abitazione principale, fabbricati ed aree fabbricabili.
A seguire, vengono identificati i «soggetti passivi» della tassa: l'art. 4 segnala il proprietario di fabbricati, aree fabbricabili e terreni destinati a qualunque uso, il titolare del diritto reale di «usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi (diritto di godimento, con l'obbligo di migliorare la proprietà, e pagare al concedente un canone, ndr), superficie su fabbricati, aree edificabili e terreni», il concessionario (nel caso di zone demaniali) ed il locatario per immobili anche da costruire, o in corso di edificazione (lo è «dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto»); il soggetto attivo, quello che accerta e riscuote il tributo, è il comune (art. 5).
Il regolamento municipale deve individuare la base imponibile Imu, e qui, all'art. 6, si legge che ci sono stati «numerosi contrasti interpretativi» (con conseguenti rilievi mossi dagli amministratori al legislatore, citati nel documento del Mef): ad esempio, quando si prevede «fino al momento dell'attribuzione della rendita catastale» l'adozione di un metodo di determinazione della quota da versare «collegato alle iscrizioni contabili», si precisa che tale metodo è «da applicarsi, però, sino al momento in cui il contribuente presenta la richiesta di attribuzione della rendita».
L'art. 9 riguarda la detassazione per l'abitazione principale: si specifica che la deduzione «nell'ipotesi in cui l'unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, spetterà a ciascuno di essi, proporzionalmente alla quota per la quale la detrazione medesima si verifica».
Gli enti locali conservano, comunque, «ampi spazi di libertà», secondo Paolo Puglisi, direttore della legislazione tributaria e federalismo fiscale del ministero, che vanno «dalla determinazione del valore delle aree fabbricabili, alla facoltà di stabilire importi minimi nell'ambito dei rimborsi, o nel ritardo dei pagamenti».
FONTE: ITALIA OGGI

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