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NOVITÀ NORMATIVE

DECRETO LEGGE 2/2010 CON FIDUCIA

Il governo ha incassato la fiducia sul decreto enti locali. Con 305 voti favorevoli e 245 contrari la camera ha approvato il maxiemendamento dell'esecutivo che ha integralmente sostituito il disegno di legge di conversione del dl 2/2010, ricalcando (quasi) in toto il testo uscito dalle commissioni di Montecitorio.
Come ogni voto di fiducia (questo è stato il ventinovesimo della legislatura) non sono mancate le polemiche. In aula, con l'opposizione che ha apertamente accusato il governo di aver chiesto la fiducia «per le beghe interne al Pdl», ma non solo. Le dichiarazioni di Osvaldo Napoli, deputato Pdl e vicepresidente Anci che nel dibattito in aula ha manifestato apprezzamento per un testo «frutto di un approfondito esame in commissione e che ha accolto le indicazioni dell'Anci», sono state subito sconfessate da una nota ufficiale dell'Associazione. «Il decreto legge enti locali non è stato condiviso nei contenuti dall'Associazione dei comuni che in merito ha presentato numerose proposte emendative, delle quali solo alcune, minimali, sono state accolte».
Come dire: Napoli parlava a titolo personale, come deputato Pdl, e non in qualità di vicepresidente dell'Anci. Anzi, a rimarcare il dissenso dai contenuti del decreto, Sergio Chiamparino ha subito riunito il comitato direttivo che ha deciso di chiedere al governo un incontro urgente, oltre alla immediata convocazione della Conferenza unificata, per affrontare tutti i nodi ancora aperti (integrale rimborso Ici per il 2008, sospensione di tutte le sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità).
Caso chiuso? Apparentemente sì, almeno fino a quando non è arrivata la dichiarazione di un'altro autorevolissimo esponente Anci del Pdl, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Che dal decreto enti locali ha ricevuto in dote un bel regalo: la separazione della gestione ordinaria del comune da quella straordinaria per la gestione dei debiti ereditati da Veltroni. Alemanno, che è presidente del consiglio nazionale dell'Anci, non ha nascosto la propria «grande soddisfazione» per il voto di fiducia. Anzi, ha auspicato «una rapida approvazione definitiva del decreto legge per poter risolvere al più presto i problemi che abbiamo ereditato». Un'altra dichiarazione a titolo personale? Forse. Questa volta però non c'è stata nessuna presa di distanze ufficiale dalle parole del sindaco di Roma. Chiamparino ha ribadito il «malessere crescente e molto forte tra gli amministratori». E ha annunciato che, dopo le regionali, l'Anci penserà a «qualche iniziativa di sensibilizzazione dell'opinione pubblica» sui problemi dei comuni.
I contenuti del decreto legge. Il provvedimento, che verrà votato martedì da Montecitorio, sposta al 2011 i tagli ai consigli comunali e provinciali, ma fa partire già da quest'anno la riduzione delle giunte che dovranno essere composte da un numero di assessori al massimo pari a un quarto dei consiglieri. La figura del difensore civico comunale scompare e le sue funzioni potranno essere attribuite al difensore civico della provincia che assumerà la denominazione di «difensore civico territoriale».
Le circoscrizioni sopravvivono solo nei comuni con più di 250mila abitanti, mentre vengono soppressi i direttori generali tranne che nei centri con più di 100mila abitanti. Fuori dal patto di stabilità le spese degli enti locali per le opere collegate ai grandi eventi e i finanziamenti Ue. A partire dal 2009 i comuni che nel 2007 hanno percepito dividendi determinati da operazioni straordinarie delle ex municipalizzate vengono escluse dal patto. Come detto, con una norma inserita in zona Cesarini nel maxiemendamento si prevede le separazione della gestione ordinaria del comune di Roma da quella straordinaria per il rientro dei debiti. Il commissario straordinario, che verrà nominato entro un mese dall'ok definitivo al dl, non sarà più il sindaco. E ancora, vengono stanziati fondi fino a 45 milioni per interventi di natura sociale nei piccoli comuni con molti anziani e fino a 81 milioni per quelli con molti bambini. Maggiorati i contributi per i comuni colpiti dal terremoto in Abruzzo.
Decentramento catastale. Intanto, sempre ieri in Conferenza stato-città il sottosegretario all'economia, Luigi Casero, ha accolto la richiesta Anci di costituire un tavolo tecnico per far ripartire il decentramento catastale. «Si riapre un nuovo scenario per il decentramento delle funzioni catastali ai comuni», ha commentato il vice presidente dell'Anci, Salvatore Perugini. Soddisfazione è stata espressa anche dall'Agenzia del territorio.
FONTE:ITALIA OGGI

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