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NOVITÀ NORMATIVE

SI RIDUCE IL PREMIO PATTO ASSEGNATO AI COMUNI VIRTUOSI.

Un raffinato gioco di sponda tra patto di stabilità delle Regioni e dei Comuni, con il risultato finale di liberare almeno 960 milioni di euro di pagamenti dei sindaci alle imprese, senza incidere su indebitamento netto e consolidato pubblico vigilato da Bruxelles.
È il senso del l'emendamento presentato ieri dai relatori al decreto sulla revisione di spesa per superare l'empasse sui conti locali, rilanciata anche dalle parole del presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino sullo squilibrio dei sacrifici che finora hanno colpito più i territori che lo Stato.
Il meccanismo, in sintesi, funziona così: il patto di stabilità chiede alle Regioni 700 milioni in più quest'anno e un miliardo l'anno prossimo (i sacrifici, salvo diverso accordo, saranno distribuiti in base alla spesa per consumi intermedi rilevata dal Siope nel 2011), ma in cambio ai Governatori viene staccato subito un assegno cash da 800 milioni.
Per ottenere la somma, però, le Regioni dovranno cedere spazi finanziari ai Comuni ai fini del Patto di stabilità, proprio per liberare le risorse dei sindaci destinate al pagamento dei fornitori ma bloccate nelle casse. Per ottenere un milione, la Regione dovrà liberarne 1,2 (l'assegno statale sarà pari all'83,33% degli spazi liberati): da qui l'obiettivo di aprire la strada a 960 milioni. La cifra definitiva, in realtà, potrebbe anche essere più alta, perché poche Regioni già l'anno scorso si erano mosse in favore dei Comuni, per cui la novità potrebbe determinare un impegno maggiore.
L'incentivo nasce per sostenere soprattutto le altre Regioni, che finora non hanno attivato i meccanismi del Patto e che con l'incentivo statale potrebbero ottenere risorse per chiudere i mutui (altro effetto positivo sull'indebitamento previsto dalla norma).
La distribuzione degli 800 milioni assegna 171,5 milioni alla Sicilia, 83,3 alla Lombardia, 82,3 alla Sardegna e a seguire le altre Regioni, ma potrebbe essere modificata da un accordo con i Governatori entro il 5 agosto. Per finanziare la novità, l'emendamento asciuga gli incentivi per il patto di stabilità orizzontale, quello in cui i Comuni si scambiano fra loro spazi finanziari senza l'intervento delle Regioni. Il "premio" ai sindaci che aiutano i colleghi scende da 500 a 200 milioni, e si allungano ancora i tempi per definire il meccanismo: i dati alla Ragioneria vanno mandati entro il 20 settembre, e il via libera deve arrivare entro il 5 ottobre.
L'altro mezzo miliardo arriva invece dal fondo per rimborsi e compensazioni fiscali, una fonte tradizionale che però dovrebbe avere esclusivamente un significato contabile.
È invece rimasta aperta fino alla tarda serata di ieri la partita sul fondo di svalutazione che secondo la versione originaria deve coprire già dal preventivo 2012 almeno il 25% delle vecchie entrate non riscosse (residui attivi delle entrate tributarie ed extratributarie fino al 2006 compreso). Il fondo è pensato come strumento di garanzia in vista della cancellazione dai bilanci di entrate di difficile riscossione (i revisori dei conti, in teoria, potrebbero eliminare dall'obbligo di copertura quelle ancora esigibili); ma ad allarmare i sindaci è soprattutto l'obbligo di stanziare subito risorse a questo scopo fin dal preventivo, da approvare entro fine agosto (ma molti enti l'hanno già varato).
Per questa ragione, si ipotizza l'avvio del fondo entro fine anno stanziando una parte dell'avanzo di amministrazione. Il problema riguarda soprattutto i Comuni dove la riscossione delle entrate è meno efficace, e di conseguenza appesantisce i bilanci con residui attivi più consistenti: il record è a Napoli, con 698,2 milioni.
Rispuntano poi le fasce di merito per i dipendenti di Stato, Regioni e Comuni. La nuova norma, «nelle more dell'attuazione» della riforma Brunetta, prevede di individuare nelle amministrazioni almeno un 10% di dipendenti "virtuosi", a cui assegnare un trattamento accessorio più alto (fra il 10 e il 30%) rispetto ai colleghi. Ipotesi destinata a rimanere teorica fino a che sarà in vigore il congelamento dei trattamenti economici individuali per tutto il pubblico impiego.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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