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NOVITÀ NORMATIVE

AD UN PREZZO PIU' CONVENIENTE SI PUO' COMPRARE FUORI CONSIP.

Meno vincoli all'obbligo di acquisto tramite Consip per le amministrazioni e le società pubbliche che potranno anche effettuare autonome gare, ma a condizione che i prezzi non superino quelli delle convenzioni Consip e delle centrali di committenza regionali; previste modifiche al Codice dei contratti pubblici sui raggruppamenti temporanei per appalti di forniture e servizi;
Sono queste alcune delle novità contenute in un emendamento presentato dai due relatori del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 95 sulla «spending review» all'esame della Commissione bilancio della Camera che lunedì dovrebbe approdare in Aula.
Un primo aspetto oggetto di proposta di modifica riguarda il comma 7 dell'articolo 1 del decreto legge che i relatori intendono sostituire con una previsione meno rigida di quella varata dal governo. Nel decreto si prevede infatti l'obbligo per le amministrazioni pubbliche e le società a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta di approvvigionarsi di beni e di servizi attraverso gli strumenti di acquisto e di negoziazione messi a disposizione da Consip e dalle centrali di committenza regionali. L'obbligo riguarda diversi beni e categorie merceologiche: energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile. L'emendamento prevede che tale previsione diventi alternativa ad altre modalità di contenimento della spesa per l'acquisto dei beni oggetto della norma. In particolare si consente alle amministrazioni e alle società destinatarie dell'obbligo, anche di esperire autonomamente procedure di acquisto, nel rispetto delle norme vigenti (cioè del Codice dei contratti pubblici) e, nello specifico, facendo ricorso ai sistemi di negoziazione e al sistema dinamico di acquisizione messi a disposizione dalla Consip e dalle centrali di committenza regionali. Non solo: la proposta dei relatori fa salva anche al possibilità per le amministrazioni e le società pubbliche di procedere ad affidamenti, al di fuori dei sistemi di negoziazione e di acquisizione Consip, ma a condizione che questi affidamenti siano collegati agli approvvigionamenti di altre centrali di committenza o siano frutto di autonome procedure di evidenza pubblica (gare pubbliche). In tutti questi casi occorre inoltre che i corrispettivi siano inferiori a quelli indicati nelle convenzioni e negli accordi quadro della Consip e delle centrali di committenza regionali, con l'ulteriore previsione di una clausola risolutiva espressa laddove nuove convenzioni o accordi quadro prevedano corrispettivi inferiori a quelli contrattuali
L'emendamento tocca poi il tema della nullità degli acquisiti effettuati in violazione dell'obbligo di ricorso alle centrali di committenza, chiarendo che la nullità dei contratti scatta soltanto per quelli stipulati dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto 95. Un'importante modifica proposta con l'emendamento è quella che riguarda la disciplina dei raggruppamenti temporanei di imprese per gli appalti di forniture e di servizi. Si prevede che l'articolo 37, comma 13 del Codice dei contratti pubblici sia applicabile soltanto agli appalti di lavori. Si tratta della norma che impone di fare coincidere la percentuale di partecipazione al raggruppamento temporaneo di ogni soggetto raggruppato, con la percentuale di attività svolta. Tale obbligo vale anche nei servizi e nelle forniture e ha creato difficoltà applicative su cui si è espressa la giurisprudenza.
FONTE: ITALIA OGGI

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