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NOVITÀ NORMATIVE

LA PUBBLICITA' SULLE GRU SI PAGA SE ECCEDE IL LIMITE.

L'imposta sulla pubblicità non è dovuta per il marchio di fabbrica apposto sulle gru mobili, sulle gru a torre adoperate nei cantieri edili e sulle macchine da cantiere, purché la superficie complessiva non ecceda i limiti disposti da un recente decreto del ministro dell'economia e delle finanze.
Il provvedimento datato 26 luglio 2012, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e anticipato sul sito del dipartimento delle finanze, definisce le modalità applicative dell'imposta comunale sulla pubblicità per queste fattispecie, in base alle prescrizioni dell'art. 3, comma 16-sexies, del dl 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.
Detta norma, allo scopo di porre fine al lungo contenzioso sviluppatosi tra contribuenti e concessionari del servizio di riscossione dell'imposta comunale sulla pubblicità, rinviava appunto ad un decreto del ministro dell'economia e delle finanze il compito di disciplinare l'applicazione dell'imposta «al marchio, apposto con dimensioni proporzionali alla dimensione dei beni, sulle gru mobili, sulle gru a torre adoperate nei cantieri edili e sulle macchine da cantiere».
Il tutto, ovviamente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Il contenzioso traeva origine dal fatto che sebbene ai fini dell'imposta sulla pubblicità il marchio di un prodotto, proprio in quanto assolve alla funzione di individuarlo, non deve perciò stesso pagare il tributo, la grande dimensione delle scritte apposte sulle gru a molti sembrava finalizzata al solo scopo di pubblicizzare il prodotto sul quale sono apposte. Con la conseguenza che veniva messo in secondo piano il fine tipico del marchio a vantaggio di una interpretazione che assicurava un adeguato gettito al comune.
Per porre fine a queste diatribe il decreto, al comma 2, determina la superficie esente articolandola in una specifica progressione; la superficie complessiva del marchio apposto sulle gru mobili, le gru a torre adoperate nei cantieri edili e le macchine da cantiere, infatti, non deve eccedere i seguenti limiti:
- fino a 2 metri quadrati se i suddetti mezzi hanno uno sviluppo potenziale in altezza fino a 10 metri lineari;
- fino a 4 metri quadrati se detti mezzi hanno uno sviluppo potenziale in altezza oltre i 10 e fino a 40 metri lineari;
- fino a 6 metri quadrati se i mezzi in questione hanno uno sviluppo potenziale in altezza superiore a 40 metri lineari.
In pratica la superficie del marchio non deve essere superiore a 1/5 di quella ricavabile dallo sviluppo potenziale in altezza delle gru mobili, di quelle a torre adoperate nei cantieri edili e le macchine da cantiere per i primi due casi, mentre per le ipotesi in cui detti mezzi superino i 40 metri lineari il marchio non deve essere superiore a 6 metri quadrati.
Se invece superficie complessiva del marchio supera i suddetti limiti dimensionali l'imposta è dovuta, in base alla superficie complessiva dei marchi installati sui suddetti mezzi per anno solare al comune in cui c'è la sede l'impresa produttrice dei beni o qualsiasi altra sua dipendenza, nella misura e con le modalità previste dall'art. 12, comma 1, del dlgs n. 507 del 1993.
Occorrerà quindi porre molta attenzione al calcolo della superficie occupata dal marchio, tanto che il decreto si preoccupa di disciplinare anche la fase di adeguamento delle dimensioni dei marchi, apposti dalle imprese produttrici prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, ai limiti dimensionali innanzi illustrati entro sei mesi dalla data della pubblicazione stessa.
FONTE: ITALIA OGGI

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