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NOVITÀ NORMATIVE

FABBRICATI RURALI: BASTA L'ANNOTAZIONE NEGLI ATTI DEL CATASTO.

Basta una semplice annotazione negli atti del catasto per individuare i fabbricati rurali, che devono essere dichiarati agli uffici provinciali dell'Agenzia del territorio entro il 30 settembre 2012.
La domanda deve essere presentata ai fini del riconoscimento del requisito di ruralità alle unità immobiliari sia ad uso abitativo e sia strumentali all'esercizio dell'attività agricola, censite al catasto edilizio urbano, ad eccezione di quelle che risultano già accertate in categoria D/10. La presentazione delle domande e l'inserimento negli atti catastali dell'annotazione producono gli effetti previsti per il riconoscimento del requisito di ruralità a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda. L'Agenzia del Territorio, al fine di agevolare le attività di verifica dei comuni rende disponibili tutte le domande presentate, tramite il Portale dei comuni.
Sono questi i punti di maggior interesse del decreto del ministro dell'economia e delle finanze 26 luglio 2012, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e anticipato sul sito del Dipartimento delle finanze. Viene così messo un ulteriore tassello nella lunga saga della ruralità dei fabbricati per i quali ai fini Ici, per godere dell'esenzione, un consolidato indirizzo della Corte di cassazione prevedeva che dovessero essere classificati nelle categorie catastali A/6 o D/10.
Con l'arrivo dell'Imu, invece, detti fabbricati sono stati assoggettati ad imposizione e l'art. 13, comma 14-bis, del dl n. 201 del 2011, prevede l'emanazione di un decreto per definire le modalità di inserimento del requisito di ruralità negli atti catastali. È proprio questa la norma che è alla base del dm del 26 luglio il quale dispone in sostanza che:
- per l'iscrizione negli atti del catasto della sussistenza del requisito di ruralità in capo ai fabbricati rurali destinati ad abitazione ed ai fabbricati strumentali all'esercizio dell'attività agricola, diversi da quelli censibili nella categoria D/10 (denominati proprio Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole) è apposta una specifica annotazione;
- ai fabbricati rurali è attribuito il classamento in base alle regole ordinarie, in una delle categorie catastali previste nel quadro generale di qualificazione;
- per il riconoscimento del requisito di ruralità, si applicano le disposizioni richiamate all'articolo 9 del dl 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133.
Ciò significa che un immobile può considerarsi rurale anche se accatastato in una delle categorie dei gruppi ordinari (oltre che in D/10) e può certamente godere dell'applicazione del regime di favore ai fini Imu, che si sostanzia:
- nell'applicazione dell'aliquota per abitazione principale per i fabbricati rurali ad uso abitativo a ciò destinati;
- nell'applicazione dell'aliquota è ridotta allo 0,2% (che i comuni possono ridurre fino allo 0,1%) per i fabbricati rurali ad uso strumentale, in base dal comma 8, dell'art. 13 del dlgs n. 23 del 2011;
- nell'esenzione disposta dal comma 8, dell'art. 9 del dlgs n. 23 del 2011, per i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (Istat), che consultabile all'indirizzo: http://www.istat.it/it/archivio/6789. Al decreto in esame sono allegati tre modelli: uno relativo alla domanda per il riconoscimento del requisito di ruralità che deve essere sottoscritta da uno dei soggetti che hanno la titolarità di diritti reali sull'immobile; gli altri due per le autocertificazioni necessarie ai fini del riconoscimento del requisito di ruralità rispettivamente per gli immobili ad uso abitativo e gli immobili strumentali all'esercizio dell'attività agricola, che devono essere sottoscritte dal richiedente, ovvero dal conduttore dell'azienda agricola. Il tutto va presentato all'Ufficio provinciale territorialmente competente dell'Agenzia del territorio, entro il 30 settembre 2012, con le modalità che saranno stabilite da un apposito comunicato dell'Agenzia. Detto termine era stato fissato inizialmente al 30 giugno 2012. La domanda non va, invece, presentata per gli immobili che risultano già accertati in categoria D/10. A ben vedere l'annotazione è una cosa ben diversa e molto più snella dell'attivazione della procedura Doc-fa, che pure occorre fare per i fabbricati di nuova costruzione o che sono oggetto di intervento edilizio, costituenti unità immobiliari per i quali sussistono i requisiti di ruralità, come dispone il comma 5 dell'art. 2 del decreto. L'autocertificazione deve contenere la dichiarazione che l'immobile possiede i requisiti di ruralità a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda, in quanto l'art. 7 del decreto stabilisce che la presentazione delle domande e l'inserimento negli atti catastali dell'annotazione producono gli effetti previsti per il riconoscimento del requisito di ruralità proprio a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda.
FONTE: ITALIA OGGI

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