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NOVITÀ NORMATIVE

INCENTIVI AI PROGETTISTI NUOVAMENTE AL 2%

Nuovamente al 2% lordo dell'importo a base di gara l'incentivo per i progettisti delle pubbliche amministrazioni. Il collegato lavoro, approvato dal senato in via definitiva, ripristina la vecchia soglia massima dell'incentivo, abolendo il comma 7-bis dell'articolo 67 del d.l. 112/2008, convertito in legge 133/2008, che l'aveva ridotta allo 0,5%.
Tutto torna, dunque, come prima. Gli enti potranno nuovamente contare su una più piena disponibilità dei propri progettisti, superando i malumori determinati dalla riduzione di ben tre quarti dell'incentivo da anni previsto dalla normativa.
Si riproporrà, tuttavia, nuovamente il problema delle decorrenze. Come è noto la magistratura contabile, in particolare la Sezione autonomie della Corte dei conti, ha ritenuto che la riduzione dell'incentivo allo 0,5% massimo dovesse valere solo per le progettazioni affidate ai tecnici successivamente alla data dell'1/1/2009, ritenendola non retroattiva; una teoria certamente di favore nei confronti dei tecnici, ma non completamente persuasiva, per altro contraria alle interpretazioni fornite, invece, della ragioneria generale dello Stato.
Sta di fatto che le amministrazioni hanno continuato a liquidare al 2% gli incentivi per progettazioni affidate antecedentemente al 1° gennaio 2009; mentre hanno iniziato a liquidare allo 0,5% per quelle successive.
Applicando, adesso, il medesimo criterio interpretativo, allora, non dovrebbe essere possibile per le amministrazioni agire diversamente, ora che l'aliquota è stata portata al 2%. Il principio dell'irretroattività dovrebbe continuare a valere. Dunque, tutti gli incarichi di progettazione interna affidati prima dell'entrata in vigore del collegato alla Finanziaria dovrebbero continuare a essere pagati allo 0,5% nel massimo.
Soprattutto se gli enti avessero impegnato a tale fine la spesa limitatamente all'importo dello 0,5%, come molti in realtà hanno fatto. In effetti, l'interpretazione basata sulla questione di retroattività della norma mostra, adesso, i suoi problemi. L'abolito comma 7-bis non aveva, a ben vedere, previsto una riduzione dell'ammontare dell'incentivo dal 2% allo 0,5%, ma aveva prescritto che dell'incentivo si pagasse solo un quarto, imponendo di conservare al bilancio dello Stato o, per gli enti locali, dei loro bilanci, la restante somma.
Non applicando l'interpretazione retroattiva, gli enti avrebbero potuto mantenere l'impegno di spesa al massimo possibile del 2% e avrebbero potuto da subito ripristinare il pagamento entro questa soglia. Invece, la prevalenza dell'interpretazione suggerita dalla magistratura contabile crea un impasse operativo, destinato a durare qualche tempo, finché non andranno a regime i pagamenti degli incarichi nuovi.
FONTE:ITALIA OGGI

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