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NOVITÀ NORMATIVE

SPENDING REVIEW : IL CONTO PER GLI ENTI LOCALI DIVENTA SALATO.

Negli emendamenti alla conversione del Decreto Legge n. 95/2012 sulla Spending Review approvati in Senato le sole concessioni fatte sono quelle del patto e debito.
A seguito dell'approvazione degli emendamenti in Senato sul disegno di conversione del D.L. n. 95/2012, vengono destinati circa 1 miliardo di euro per sbloccare i pagamenti dei Comuni con il seguente meccanismo: 800 milioni andranno alle Regioni che dovranno utilizzarli per ridurre il proprio stock di debito e dovranno liberare i pagamenti dei sindaci per un ammontare non inferiore al 120% di quanto ottenuto. In altri termini, l'erogazione di 800 milioni di euro vale come 960 milioni per maggiori pagamenti. I Comuni riceveranno 200 milioni per alimentare la stanza di compensazione del patto orizzontale nazionale. Le Province riceveranno solo 100 milioni per la riduzione del debito.
Vengono confermate le riduzioni del fondo sperimentale di riequilibrio, del fondo perequativo e dei trasferimenti fino al 2014, con la previsione di un ulteriore incremento di 275 milioni di tagli a partire dal 2015. Gli enti locali, nel bilancio di previsione -e già per l'esercizio in corso-, dovranno prevedere un fondo di svalutazione crediti non inferiore al 25% dei residui attivi datati oltre 5 anni. In merito alla gestione associata obbligatoria, gli enti che al 31 gennaio 2013 risulteranno inadempienti per almeno tre funzioni subiranno un richiamo dal Prefetto che stabilirà un termine ultimo per provvedere. In caso in cui gli enti locali non ottemperino scatterà il potere sostitutivo del governo, con la nomina di un commissario ad acta.
In merito alla situazione delle Province, in luogo della soppressione si usa la terminologia di "riordino"; il Governo ha definito i parametri minimi che tali enti dovranno rispettare: 350mila abitanti e 2.500 km quadrati di superficie. In caso in cui tali requisiti non ricorrano, o dovrà esserci l'accorpamento con una o più Province esistenti diverse da quelle che diventeranno città metropolitane oppure una specie di "shopping territoriale" che consentirà di costituire aggregazioni con dimensioni demografiche e territoriali minime richieste. I Consigli delle autonomie dovranno trasmettere alle Regioni una ipotesi di riordino e queste dovranno inviare una proposta di riordino all'esecutivo che provvederà a recepirla con atto di iniziativa legislativa. Sarà difficile la ripartizione delle funzioni e la loro organizzazione nonché il subentro nei rapporti passivi ed attivi degli enti che verranno soppressi. E' incerta la sorte delle funzioni svolte dagli enti di vasta area nelle materie di competenza regionale.
FONTE: ITALIA OGGI

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