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NOVITÀ NORMATIVE

CORRETTIVI AL PATTO DI STABILITA'

La questione di fiducia ha congelato i lavori intorno al testo della legge di conversione del decreto enti locali, che sarà votato domani dalla Camera per poi passare al Senato dove, a causa dei tempi ristretti, sono improbabili nuovi correttivi. Il bottino di modifiche al patto di stabilità raccolto dal testo in commissione è decisamente più magro di quanto speravano le autonomie, e si concentra in modifiche che non sempre si traducono in un alleggerimento del patto.
Tre gli aspetti principali: sterilizzazione delle entrate extra 2007, che alzando la base di calcolo gonfiano in maniera artificiosa gli obiettivi da rispettare, esclusione delle spese collegate ai «grandi eventi» di competenza della Protezione civile e via libera ai finanziamenti europei.
Entrate extra
Sul primo tema, il maxiemendamento presentato dai relatori si compone di un doppio intervento. Il primo è dedicato a tutti i comuni che nel 2007 hanno ottenuto introiti eccezionali da cessioni di quote o alienazioni di patrimonio, il secondo si concentra invece sui dividendi straordinari delle società quotate (il caso Brescia, per intendersi).
L'intervento più ampio ripropone l'esclusione dai saldi rilevanti ai fini del patto di tipologie di entrata (indicate all'articolo 7-quater, comma 10 del Dl 5/2009): quelle derivanti da «cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali», dalla «distribuzione dei dividendi da operazioni straordinarie» delle stesse società, quando quotate, e infine i frutti della vendita del patrimonio immobiliare, quando questi siano destinati a investimenti o alla riduzione del debito.
Ci si trova di fronte, in pratica, a una nuova puntata della tormentata vicenda delle esclusioni avviata dall'articolo 77-bis, comma 8 della manovra d'estate 2008 (Dl 112/2008). Come ricordano bene i responsabili finanziari di comuni e province, la norma aveva scatenato un vespaio di discussioni sui possibili effetti in termini di saldo, che si era concluso (ingloriosamente) con la sua abolizione da parte del decreto anticrisi approvato definitivamente a marzo del 2009 (articolo 7-quater, comma 9, lettera a del Dl 5/2009). Questa abolizione "salvava" però i bilanci approvati entro il 10 marzo 2009, che potevano quindi continuare a calcolare il rispetto del patto di stabilità senza abbracciare nel conto le entrare extra.
Agli enti in queste condizioni, il nuovo intervento estende automaticamente l'esclusione di queste voci anche al 2010 e 2011; un piacere a chi ha alienato molto nel 2007, un ostacolo per chi ha in programma vendite più consistenti per quest'anno o per il prossimo.
Agli enti interessati dai dividendi extra delle quotate (il comune di Brescia è il capofila, con i 63 milioni incassati nel 2007 dalla fusione dell'Asm con l'Aem), il maxiemendamento offre una novità in più: le percentuali di miglioramento necessarie per rispettare il patto si applicheranno al saldo medio (sempre di competenza mista) del quinquennio 2003/2007, e non più a quello del triennio 2005/2007, in modo tale da sterilizzare ulteriormente il picco nell'entrata.

Grandi eventi
Anche la partita delle spese collegate ai «grandi eventi» si gioca sul terreno dell'esclusione dai saldi rilevanti ai fini del patto, ma con limiti ben precisi. La norma equipara queste uscite a quelle sostenute per le calamità naturali, togliendo quindi dai calcoli relativi al patto solo i trasferimenti statali e le spese da questi finanziate. Nessuna novità, invece, per gli sforzi che i comuni operano con risorse proprie, che rimangono rilevanti ai fini del patto anche se collegate ai grandi eventi. Per Milano, di conseguenza, l'intervento risulta del tutto neutro, e non libera dai vincoli gli oltre 400 milioni di euro che il comune ha messo a preventivo nel 2010 per la realizzazione delle nuove metropolitane. La notizia è invece migliore per i comuni che hanno già ottenuto fondi statali per «grandi eventi» verificati negli anni scorsi, e che non hanno ancora finito di pagarne il conto.
Finanziamenti Ue
Ha un obiettivo contabile ma non sostanziale anche la norma che libera dai vincoli del patto di stabilità le risorse giunte «direttamente o indirettamente» dall'Unione europea, e le spese sostenute con questi fondi dagli enti locali. Il correttivo nasce per neutralizzare le partite extra di origine comunitaria, che avrebbero gonfiato le voci monitorate dal patto di stabilità, ma è molto più limitato rispetto al «via libera» tradizionale, che escludeva dal patto le risorse locali utilizzate dai comuni in aggiunta ai fondi europei.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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