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NOVITÀ NORMATIVE

NUOVA STRETTA SU ENTI E SOCIETA' LOCALI PER BLOCCARE L'AUMENTO IVA.

Una massiccia operazione per riorganizzare e, soprattutto, sopprimere grandi e piccoli enti pubblici e una potatura a vasto raggio delle società in house dopo un'accurata analisi dei bilanci. È questo il cuore della "fase due" della spending review, che dovrà garantire 3,5-4 miliardi, ovvero più della metà dei 6,5 miliardi necessari per evitare del tutto nel 2013 l'aumento dell'Iva, fin qui bloccato fino a giugno.
A concorrere alla dote indispensabile per assicurare il blocco delle due aliquote Iva del 10% e del 21% anche nel secondo semestre del prossimo anno dovranno essere altri due interventi: la revisione delle agevolazioni fiscali e contributive e la riduzione dei trasferimenti alle imprese attraverso il cosiddetto piano Giavazzi.
La conferma che è questa la rotta tracciata dal premier Mario Monti e dal ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, per scongiurare l'aumento dell'Iva giunge dagli interventi segnalati come prioritari dal Tesoro a palazzo Chigi per definire l'agenda per i prossimi quattro mesi. Il cronoprogramma è stato quasi completato nel Consiglio dei ministri di mercoledì scorso e attende ora di essere affinato nei prossimi giorni.
Il veicolo per realizzare l'operazione Iva dovrebbe essere un decreto parallelo alla legge di stabilità che sarà presentata entro il 15 ottobre. Ma c'è anche la possibilità che le misure per recuperare i 6,5 miliardi vengano inserite direttamente nella stesso provvedimento che ha sostituito la vecchia Finanziaria. A lasciarlo intendere è stato ieri lo stesso Grilli da Berlino: «Il nostro obiettivo è evitare del tutto l'incremento dell'Iva» e «la legge di stabilità è un possibile veicolo». Legge di stabilità con cui in ogni caso saranno blindate le riduzioni di spesa per i ministeri già previste dal decreto sul primo ciclo di spending review approvato dal Parlamento all'inizio di agosto.
Come già ripetuto più volte da Monti, e ribadito ieri anche da Grilli, il Governo non ricorrerà a nuovi interventi correttivi. Entro il 20 settembre sarà inviata in Parlamento la nota di aggiornamento del Def con le nuove stime sulla crescita, che dovrebbero essere sostanzialmente in linea con il -2,4% del Pil nel 2012 indicato dall'Ocse.
Quanto al freno alla spesa, la fase due di spending review potrebbe essere realizzata con un processo in più tappe. Con un intervento immediato su enti, spa pubbliche (in primis locali) e strutture periferiche del Governo (Prefetture, questure e via dicendo) e un programma a medio termine costruito sul piano al quale sta lavorando il ministro Piero Giarda in collaborazione con il ministro Filippo Patroni Griffi per ripensare tutti i meccanismi di spesa della pubblica amministrazione.
Il nuovo intervento su enti e società in house allo studio del Governo è in linea con quelli già adottati con il decreto SalvaItalia e con la prima fase di spending review. In tutto sono 16 (Agenzie fiscali comprese) gli enti già soppressi, accorpati o riordinati. A cominciare dalla fusione dell'Inpdap nel super-Inps. È stato poi già previsto un percorso per la riduzione di enti, agenzie e organismi di Regioni, Comuni e Province che hanno l'obbligo di tagliare almeno il 20% della spesa sostenuta per queste strutture.
Nel caso in cui da questo nuovo ciclo di revisione della spesa arrivassero i 3,5-4 miliardi ipotizzati dai tecnici (c'è chi parla anche di 4,5 miliardi), il Governo potrebbe ritrovarsi tra le mani una mini-dote da 1,5-2 miliardi da destinare alla crescita. I 3,5 miliardi che verrebbero recuperati dal piano Giavazzi (circa 1,5 miliardi) e dal riordino delle agevolazioni fiscali (non meno di 2,5 miliardi) farebbero salire l'asticella ad almeno 8 miliardi: 1,5 miliardi in più rispetto ai 6,5 necessari per evitare l'aumento dell'Iva.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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