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NOVITÀ NORMATIVE

NESSUN CONDONO DOPO IL 2002.

La Suprema Corte di Cassazione ha affrmato che il potere dei comuni di stabilire condoni è soggetto a limiti temporali e precisamente a quelli fissati dall'articolo 13 della Legge n. 289/2002.

Con alcune recenti sentenze (dalla n. 12675 alla n. 12679), depositate lo scorso 20 luglio, la Corte di Cassazione civile - Sez. V ha affermato l'illegittimità dei condoni dei tributi locali stabiliti dai comuni dopo l'entrata in vigore della Legge Finanziaria 2003 perché con essa il legislatore ha fissato limiti temporali all'esercizio del potere dei comuni di stabilire condoni (annualità precedenti al 2003).
Si tratta di una tesi non condivisibile. L'articolo 13 della Legge n. 289/2002, infatti, nel fissare le regole per i condoni dei tributi locali impone ai comuni di rispettare tre condizioni: che la sanatoria riguardi tributi propri, che sia adottato uno specifico regolamento; che il tempo intercorrente tra la pubblicazione del regolamento e l'attivazione della procedura non sia inferiore a 60 giorni. Non viene quindi stabilito alcun limite temporale (che invece viene fissato per i tributi erariali). Inoltre, con nota n. 2195/2004, il Ministero delle Finanze aveva affermato la validità temporale illimitata per il condono dei tributi locali.
Se questo rimane l'orientamento prevalente, tutte le procedure già avviate rischiano di essere compromesse, con conseguenze rilevanti sia per i comuni (che potrebbero essere chiamati a rispondere di danno erariale) che per i cittadini (che potrebbero perdere i benefici del condono).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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