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NOVITÀ NORMATIVE

CONCORSI E QUOTE PER GLI INTERNI

Il Dlgs 150/2009 (articolo 24) reintroduce il principio del concorso pubblico, con riserva del 50% in favore del personale interno, per la copertura dei posti vacanti nella dotazione organica. La norma vale per tutti, compresi gli enti locali. Vengono quindi cancellate le progressioni verticali, di cui tanto uso (e abuso) è stato fatto nei vari enti. In proposito stanno sorgendo interpretazioni problematiche, se la loro applicazione non venisse riconosciuta legittima.
Il primo profilo da considerare è legato ai requisiti soggettivi dei candidati interni.
Trattandosi di concorso pubblico, essi dovranno essere in possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso dal l'esterno, per cui cadono tutte le disposizioni, anche regolamentari, difformi (ad esempio il possesso del titolo di studio inferiore accompagnato da anzianità di servizio). Se il posto da ricoprire fosse unico, non potranno poi essere previste riserve. La percentuale va riferita ai singoli profili professionali messi a concorso; non appare condivisibile l'interpretazione secondo cui, calcolato il numero complessivo dei posti da ricoprire, il 50% è destinato agli interni. L'applicazione sarebbe impossibile, perché i concorsi devono essere distinti per i vari profili professionali.
L'articolo 24 pone problemi importanti anche sotto il profilo temporale, perché sancisce lo stop alle
progressioni verticali a decorrere dal 1° gennaio 2010. Sulla decorrenza dell'applicabilità della norma agli enti locali, l'Anci nelle linee guida ritiene che, se il programma annuale e triennale delle assunzioni è stato approvato dalla giunta prima del 15. novembre 2009 (data di entrata in vigore del Dlgs) sia possibile effettuare le progressioni verticali anche nel 2010. Ciò in forza dell'articolo 31, comma 4, che concede un anno di tempo agli enti locali per l'adeguamento degli ordinamenti alle nuove disposizioni.
Va però rilevato che le eventuali modifiche regolamentari in materia non potrebbero che andare nella direzione di abrogare le norme attuative delle progressioni all'interno degli enti, per cui si potrebbe ritenere che le stesse cessino comunque automaticamente al 1° gennaio 2010 in quanto in contrasto con la legge.
L'articolo 24, poi, non contiene espliciti rimandi temporali, per cui appare quanto meno rischioso sostenere che le progressioni verticali possano ancora essere effettuate quest'anno. Queste progressioni si configurano come nuove assunzioni e, se operate in violazione di legge, sarebbero nulle, con le conseguenze patrimoniali del caso. Va anche tenuto presente il rischio di impugnazione, in via amministrativa, dei bandi riservati agli interni, da parte di chiunque fosse in possesso dei requisiti per la partecipazione a un concorso pubblico. È quindi opportuno che venga fatta piena chiarezza prima di attivare procedure rischiose.
FONTE. IL SOLE 24 ORE

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