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NOVITÀ NORMATIVE

A DICEMBRE IL SALDO DELL'IMU SARA' SALATO!

L'Imu dei sindaci pesa sul saldo di dicembre. Complice il meccanismo del conguaglio, in molte città i proprietari di case dovranno pagare il doppio o il triplo di quanto versato con l'acconto.
Prendiamo un'abitazione-tipo con una rendita catastale di 400 euro, affittata con un contratto a canone libero. Il 18 giugno in tutta Italia i proprietari se la sono cavata versando 255 euro, cioè la metà dell'imposta annua calcolata secondo l'aliquota-base nazionale (0,76%). Il saldo, invece, dipenderà dalle decisioni locali. Il Comune di Roma, per esempio, ha deliberato per gli affitti liberi l'aliquota dell'1,06%, che corrisponde a un'Imu annua di 712 euro: sottraendo l'acconto, ecco che il proprietario dell'abitazione-tipo dovrà versare 457 euro entro il 17 dicembre. Con un aumento di quasi l'80% rispetto all'acconto. Lo stesso rincaro – a parità di rendita catastale – si avrà anche a Torino e Napoli, altre due città che figurano in cima alla classifica della "super-Imu" applicata alle locazioni. A Milano e Palermo, invece, il saldo sarà di 390 euro, dovuto all'applicazione di un'aliquota pari allo 0,96 per cento.
I dati pubblicati sul Sole 24 Ore di ieri hanno evidenziato – per le locazioni a canone di mercato – un prelievo medio dello 0,94 per cento. Di fatto, su oltre 80 capoluoghi di provincia che hanno già adottato o approvato le delibere Imu, solo nove riescono a non alzare l'aliquota ordinaria: e in alcuni casi, come ad Aosta, si tratta di decisioni prese alla fine del 2011 e destinate a essere riviste nelle prossime settimane, anche se non necessariamente al rialzo per questa tipologia di immobili.
A fronte di questi rincari, il monitoraggio sulle scelte dei capoluoghi mostra una forte attenzione al tema "prima casa": l'aliquota media sull'abitazione principale sale oltre il livello base fissato dal Governo (0,44% contro 0,40%), ma si tiene tutto sommato lontana dai livelli massimi. Soprattutto se confrontata con quella applicata alle seconde case (media di 0,99%) e ai fabbricati produttivi (media di 0,95%).
Per effetto della detrazione fissa di 200 euro – che pochissime città hanno ritoccato all'insù – l'abitazione principale è tuttavia la tipologia di immobile su cui si avverte di più la differenza tra saldo e acconto in caso di aumento dell'aliquota.
Prendiamo la stessa abitazione-tipo dell'esempio precedente, per la quale in tutta Italia l'acconto è stato di 34 euro per chi ha scelto di pagare in due rate. Nelle città che hanno tenuto fermo il prelievo nazionale, il saldo resterà identico: altri 34 euro. Al contrario, in quelle con l'aliquota allo 0,6% – come Alessandria e Parma – il saldo sarà cinque volte più alto dell'acconto, a 169 euro. Pesano in questo caso le difficoltà finanziarie delle due città, che hanno azionato al massimo la leva fiscale nel tentativo di arginare il rosso in bilancio ereditato dalle amministrazioni precedenti.
Ma ci sono anche situazioni in cui il pagamento di dicembre potrebbe rivelarsi più leggero del l'acconto, almeno per certe categorie di contribuenti o per certe tipologie di immobili. A Biella, ad esempio, si pagherà lo 0,37%, che corrisponde a un saldo di 14 euro. A Nuoro lo 0,38%, pari a 21 euro. Mentre a Milano tutto dipenderà dalla categoria catastale: chi abita in case accatastate come popolari o ultrapopolari (categorie A/4 e A/5) dovrà versare 8 euro, chi vive in case di pregio avrà il super-prelievo allo 0,6 per cento. Altre città hanno invece legato gli sconti ad altre situazioni.
Pescara, per esempio, fa pagare lo 0,3% sull'abitazione principale (anziché lo 0,4%) a chi ha un mutuo in corso. Venezia, invece, abbassa l'Imu allo 0,2% – rispetto allo 0,6% – per le famiglie in cui ci sono invalidi. Ma tutti i consigli comunali hanno ancora tempo fino al 31 ottobre per limare i bilanci preventivi del 2012.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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