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NOVITÀ NORMATIVE

DICHIARAZIONE IMU: QUANDO E' NECESSARIA.

I soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione Imu coincidono in buona parte con i contribuenti che erano tenuti alla dichiarazione Ici. Come era prevedibile, la bozza ministeriale delle istruzioni alla compilazione del modello, infatti, ha ripreso ampiamente le indicazioni del precedente modello Ici, con alcune importanti variazioni. In via generale i proprietari di abitazione principale non sono di regola tenuti all'adempimento dichiarativo.
Ugualmente, non dovranno essere denunciati gli atti che sono transitati attraverso il sistema notarile del Mui (modello unico informatico), con l'eccezione delle compravendite delle aree edificabili. Anche le variazioni oggettive e soggettive denunciate al catasto non dovranno essere dichiarate, in quanto direttamente riscontrabili nelle banche dati catastali. Si pensi per esempio all'immobile al quale viene attribuita la rendita oppure viene modificata quella già annotata. È confermato che l'obbligo dichiarativo permane per le ipotesi di sussistenza di riduzioni ed esenzioni. L'obbligo è previsto anche per gli immobili affittati.
La disciplina di riferimento
La normativa della dichiarazione Imu è contenuta nel Dl 201/2011, dove è chiarito che non vi sia un obbligo generalizzato di presentazione della prima denuncia. In ambito Imu, infatti, le dichiarazioni Ici si considerano "ereditate", in quanto compatibili con la nuova legislazione. In via transitoria, la norma dispone che per gli obblighi dichiarativi insorti a partire dal 2012 la scadenza è quella del primo ottobre prossimo (il 30 settembre cade di domenica), salvo proroghe. Questa prima scadenza riguarda in sostanza due fattispecie:
a) il possesso di immobili già esistente al primo gennaio 2012, in relazione al quale la disciplina degli adempimenti Ici non era compatibile con il nuovo tributo locale;
b) l'insorgenza di una nuova situazione immobiliare da dichiarare nel corso del 2012.
A regime, invece, il termine è di 90 giorni dalla variazione: già la circolare n. 3 del 2012 delle Finanze aveva precisato che la scadenza del 1° ottobre ha natura dilatoria. Ne consegue che se si è verificato un evento, per esempio, il 31 luglio, il termine per la dichiarazione sarà il 29 ottobre prossimo. È comunque evidente che l'approvazione del modello Imu, a oggi non ancora avvenuta, appare incompatibile con la scadenza di legge, che dovrebbe essere quindi differita.
L'abitazione principale
La bozza delle istruzioni conferma che l'abitazione principale, di regola, non va dichiarata, perché le informazioni sono tratte dall'anagrafe. Questo vale anche per la maggiorazione della detrazione di 50 euro per ciascun figlio convivente di età non superiore a 26 anni. Vi è una sola eccezione che riguarda il caso dei coniugi con residenza separata all'interno dello stesso comune. In tale eventualità, la norma Imu prevede che solo una delle due unità immobiliari può beneficiare delle agevolazioni per l'abitazione principale. Pertanto, occorrerà dichiarare l'unità agevolata.
Le istruzioni non precisano nulla sulle pertinenze. Se la pertinenza è autonomamente accatastata, si ritiene che l'obbligo sussista, poiché l'esistenza del vincolo di asservimento alla casa di abitazione principale deve essere espressamente comunicata al comune. Un altro caso particolare riguarda l'ex casa coniugale assegnata al coniuge separato o divorziato. L'immobile si considera in diritto di abitazione dell'assegnatario, senza che rilevi la titolarità formale dello stesso. In proposito, le Finanze precisano che la denuncia va compilata solo nell'ipotesi della separazione, poiché il divorzio risulta annotato agli atti dell'anagrafe.
Le riduzioni di aliquota
La norma dell'Imu prevede che i comuni possano ridurre le aliquote sino allo 0,4% per le unità immobiliari relative a imprese, appartenenti ai soggetti Ires e locate. Per gli immobili merce delle imprese costruttrici, ultimati da non oltre tre anni, è inoltre possibile ridurre l'aliquota sino allo 0,38 per cento. La bozza di modello sembra imporre la dichiarazione di tali tipologie immobiliari anche se il comune, in concreto, non ha deliberato alcuna agevolazione. Si tratta indubbiamente di un appesantimento per i contribuenti. La giustificazione potrebbe risiedere nell'utilità dell'informazione ai fini delle future scelte di aliquote da parte dei comuni. Si segnala che devono essere sempre dichiarati anche i terreni agricoli posseduti e condotti da Iap.
Le esenzioni
Devono in linea di principio essere dichiarate. Per l'esenzione riferita agli immobili degli enti non commerciali, le istruzioni precisano che l'obbligo sussiste sempre, anche se le condizioni di esenzione erano già presenti prima del 2012.
Le riduzioni
Gli immobili inagibili o inabitabili, come pure i fabbricati d'interesse storico artistico, sono imponibili per la metà del loro valore. La bozza delle istruzioni precisa che i primi devono essere dichiarati solo al momento in cui cessa il diritto alla riduzione. Ciò perché la spettanza della riduzione deve essere previamente portata a conoscenza del comune. Lo stesso dicasi per i fabbricati storici. In questo caso la portata dell'agevolazione è completamente diversa da quella dell'Ici.
Gli altri casi
Si tratta di fattispecie in cui le informazioni non sono in possesso del comune. L'acquisto di un'area edificabile deve essere denunciato, poiché la legge Imu richiede l'indicazione del valore al primo gennaio dell'anno di riferimento. Deve essere ugualmente denunciato il terreno agricolo che è divenuto edificabile nel corso del 2012. Devono inoltre essere dichiarati, tra gli altri:
a) gli immobili in locazione finanziaria, se non precedentemente dichiarati ai fini Ici;
b) i fabbricati D, non censiti, interamente posseduti da imprese;
c) le riunioni di usufrutto non risultanti in catasto;
d) la nascita o l'estinzione dell'usufrutto legale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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