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NOVITÀ NORMATIVE

SE NON E' RISPETTATO IL PATTO BLOCCO DI TUTTE LE ASSUNZIONI

Preclusa qualsiasi possibilità di assunzione da parte degli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità. La Corte dei conti del Veneto, con la deliberazione 6/2010, chiude tutte le porte in materia di assunzioni agli enti che non sono in regola, confermando che il divieto opera già nell'anno in cui si formalizza il probabile mancato rispetto del patto (in linea con il parere della sezione lombarda 605/2009).
Il divieto di «assunzioni di personale (...) a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale» (articolo 76, comma 4, Dl 112/2008) esprime la volontà di ricomprendere tutte le prestazioni lavorative rese all'ente con spese a suo carico. Ipotesi di deroga non sono ammesse, anche se ancorate al titolo giuridico e alla tipologia contrattuale utilizzata. La norma intende frenare le spese di personale, e introdurre una sanzione come deterrente a comportamenti non virtuosi. L'introduzione di deroghe depotenzierebbe questi obiettivi.
Per questi motivi la Corte ritiene inammissibili anche assunzioni di personale a tempo determinato volte a evitare l'interruzione di servizi pubblici essenziali (nello specifico l'asilo nido), perché la norma non lascia spazi di manovra né per la durata del contratto né sulle sue motivazioni. Il fatto che si tratti di un servizio pubblico essenziale che deve rispettare specifici standard non può scalfire il divieto.
E allora cosa fare? La Corte, in modo un po' pilatesco, afferma che «appartiene alla sfera discrezionale della singola amministrazione la scelta concreta delle modalità gestionali più idonee a soddisfare le varie esigenze connesse alle finalità istituzionali».
In base all'inderogabilità del blocco, la corte esclude la possibilità di ricorrere a:
- incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 110 del Dlgs 267/2000, in quanto si tratta di assunzioni a tempo determinato, anche nel caso in cui l'incarico sia conferito a un dipendente interno di categoria D, in quanto si concretizza con un mutamento sostanziale del titolo e delle caratteristiche del rapporto di lavoro, equiparabile ad una nuova assunzione;
- personale comandato, poiché l'assegnazione avviene nell'interesse dell'ente ricevente che, ai sensi
dell'articolo 70, comma 12, del Dlgs 165/2001 deve rimborsare l'onere relativo al trattamento economico all'ente comandante e, quindi, sopportarne la spesa;
- convenzioni per la gestione associata di servizi perché gli enti che vi partecipano contribuiscono, pro quota, al pagamento delle retribuzioni del personale in convenzione;
-somministrazione di lavoro a tempo determinato, per espressa previsione dello stesso articolo 76, comma 4, del Dl 112/2008.
In sostanza, non rispettare il patto significa scattare una fotografia alla organizzazione dell'ente, che, nella migliore delle ipotesi, può solo che peggiorare a causa di assenze o di cessazione di personale, più o meno prevedibili.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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