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NOVITÀ NORMATIVE

GESTIONE BUSTE PAGA: I RISPARMI RISULTANO DIFFICILI.

I risparmi di spesa indicati dalla spending review dovrebbero passare anche dall'accentramento, presso il ministero dell'Economia, dell'elaborazione degli stipendi degli enti locali. Ma dietro questo passaggio si celano importanti problemi sia interpretativi che di convenienza economica.
Sul piano normativo non si può negare che il Dl 95/2012 faccia riferimento a tutte le pubbliche amministrazioni elencate nell'articolo 1 del Dlgs 165/2001 (e quindi anche gli enti locali). Ma l'oggetto del servizio non riguarda genericamente il pagamento delle retribuzioni ma afferisce a quell'ambito ristretto «di cui all'articolo 1, comma 447, della legge 296/2006 e all'articolo 2, comma 197, della legge 191/2009»; norme che riguardano solo il pagamento degli stipendi degli statali e il cedolino unico della Pa centrale. Infatti nella relazione illustrativa si parla solamente di vincoli per le amministrazioni statali.
Se, quindi, la disposizione trova applicazione solo per le amministrazioni centrali, allora gli enti locali non devono aderire alle convenzioni o dimostrare che soluzioni alternative costano meno, o anche di rinegoziare i contratti in essere. Ma, nella peggiore delle ipotesi, questo sarà un problema che i comuni dovranno affrontare nel 2015 (articolo 6 del Dm attuativo del 6 luglio 2012).
È necessario capire quale servizio venga offerto dal ministero. Dalla documentazione sembra chiaro che viene messa a disposizione degli enti una procedura software in grado di elaborare gli stipendi (e di gestire le presenze nella versione completa). Tanto è vero che l'ente dovrà identificare un responsabile tecnico-informatico. Che cosa rimane a carico degli enti? Dovranno prendersi cura di caricare tutte le informazioni mensili (assunzioni, cessazioni, assenze eccetera), con conseguente formazione di almeno due dipendenti (un secondo dipendente che sostituisca il primo quando quest'ultimo è assente) ovvero il ricorso ad esperti/service esterni.
Il Dm precisa che resta in capo agli enti la responsabilità per la correttezza dei trattamenti e delle procedure di calcolo degli istituti contrattuali. Quindi i calcoli di convenienza economica dovranno considerare anche i costi del personale (interno o esterno) da dedicare a questo nuovo sistema. Rimangono comunque non pochi problemi: non è chiaro se nella convenzione possano rientrare le altre tipologie di redditi assimilati al lavoro dipendente che pagano gli enti locali, così come molti altri adempimenti (dati per la dichiarazione Irap, tabelle del conto annuale, previsioni di spesa ed assestamento). Se questi servizi fossero fuori convenzione, si porrebbe il problema di dover tenere due distinte procedure. Sarà molto difficile per gli enti poter liberare risorse umane.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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