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NOVITÀ NORMATIVE

ENTRO 6 MESI RIVEDIBILI LE POSIZIONI DEI LAVORATORI PART-TIME FINO AL 2008

Una verifica con i giorni contati. Per l'esattezza 180, che scarteranno dall'entrata in vigore del "collegato lavoro" approvato dal Senato mercoledì scorso. Sotto esame finiranno 170mila dipendenti pubblici: quelli che hanno ottenuto entro il 2008 la trasformazione del proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a part time.
Tra i 50 articoli del "collegato", infatti, ce n'è uno che chiude il cerchio della riforma avviata nel 2008. Con il decreto legge 112 era stata limitata la possibilità di ottenere il part-time nel pubblico impiego: prima era un diritto del dipendente, che poteva essere al massimo posticipato per un periodo di sei mesi in caso di «grave pregiudizio» per l'attività dell'ufficio.
Dall'estate del 2008, invece, il diritto è stato degradato a interesse legittimo, e per respingere la richiesta dell'impiegato non serve più che il pregiudizio sia «grave». In pratica; prevale l'organizzazione del lavoro nell'ufficio: con il risultato che, se il part-time crea troppi "vuoti" in organico, non può essere concesso.
Con ogni probabilità, la stretta del 112 non è estranea all'incremento del tempo parziale, cresciuto del 54% trail2001 e il 2008, con un aumento di quasi 6omila unità. Ora, però, l'articolo 16 del "collegato lavoro" fa trapasso in più, e prevede che le amministrazioni possano rivalutare (ed eventualmente revocare) i provvedimenti con cui avevano dato l'ok ai part-time fino al 2008.
Un riesame che seguirà le nuove regole più severe, ma dovrà tenere conto di due capisaldi, richiamati dalla norma: correttezza e buona fede. «Si tratta di canoni che riguardano l'agire contrattuale della Pa, che quindi potrà sicuramente far prevalere le proprie esigenze organizzative, ma dovrà esaminare le situazioni dei dipendenti caso per caso», spiega Marco Esposito, docente di Diritto del lavoro all'Università Parthenope di Napoli.
I numeri dicono che l'84,7% dèi pubblici impiegati con il part-time sono donne - molte delle quali con figli piccoli o parenti anziani da accudire - anche se nel totale dei lavoratori a tempo parziale ci sono anche coloro che svolgono attività professionali nel settore privato. «Si pone certamente un problema di tutela del lavoratore pubblico, poiché la norma attribuisce un potere discrezionale e unilaterale di incidere su diritti acquisiti», commenta Andrea Catalano, giudice presso la sezione lavoro della Corte d'appello di Caltanissetta.
Trovarsi a decidere tra tornare al tempo pieno o dare le dimissioni potrebbe essere complicato. Chi volesse contestare la scelta dell'amministrazione, comunque, avrebbe una sola arma a disposizione: chiedere al giudice del lavoro di valutare se correttezza e buona fede sono state realmente rispettate.
D'altra parte, è evidente la logica della norma, che - malgrado l'approvazione recente - rientra a pieno titolo nel filone del 112 e punta a rendere effettive le dotazioni organiche degli uffici. Nel servizio sanitario nazionale e negli enti locali, ad esempio, circa l'8% dei lavoratori è part-time, mentre nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome si arriva quasi al 20 per cento. Quote che, in alcuni uffici particolarmente colpiti dal fenomeno, possono rendere oggettivamente difficile mantenere l'efficienza del servizio pubblico.
« Sicuramente le norme emanate negli ultimi due anni puntano a garantire il buon funzionamento degli uffici, e si inseriscono in un contesto di maggiore attenzione ai risultati. Alla luce del blocco del turn-over, che impedisce le nuove assunzioni, rivedere il part-time potrebbe essere l'unico modo per potenziare le risorse disponibili», sottolinea Michel Martone, docente di Diritto del lavoro alla Luiss di Roma.
È probabile, quindi, che i primi a voler applicare la legge saranno i dirigenti degli uffici con un'elevata quota di lavoratori part-time. Anche se il termine di 180 giorni potrebbe rendere molto difficile completare valutazioni che richiederanno pur sempre una procedura piuttosto articolata: input del vertice organizzativo, screening della dotazione organica e valutazione delle posizioni individuali. Ecco perché, nelle strutture più grandi, i giorni potranno essere davvero contati.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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