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NOVITÀ NORMATIVE

DICHIARAZIONE IMU: RIMANE UN MISTERO!

Quella bozza non diventa dichiarazione. E a soli dieci giorni dal termine per la presentazione delle variazioni immobiliari ai fini Imu milioni di contribuenti brancolano ancora nel buio. Una vicenda che ha dell'incredibile, considerando che la bozza di modello e istruzioni è stata licenziata dal Dipartimento delle Finanze già da una decina di giorni e che, come spiega il direttore del Dipartimento, Fabrizia Lapecorella, è ora nelle mani del l'Economia. La quale, interpellata, tace.
La conseguenza che appare a questo punto inevitabile è quella tipica dei nostri processi di formazione normativa: la proroga. Ma anche per questo aspetto tutto tace, né il Dipartimento ha avuto sentore di orientamenti ministeriali in questo senso. Quindi i giorni passano e i contribuenti stanno rischiando di non poter ottemperare a un adempimento di legge perché viene loro reso impossibile. Non sarebbe certo la prima volta, ma l'indifferenza degli organi istituzionalmente preposti a concludere l'iter del provvedimento (modello e istruzioni devono essere decisi con decreto del ministero del l'Economia) lascia l'amaro in bocca a chi ha già dovuto studiare la nuova imposta, misurarsi con un pesante acconto e, di qui a pochi mesi, con un ancor più pesante saldo.
Eppure, da quando è stato indicato l'obbligo dichiarativo e il relativo termine a oggi sono già passati dieci mesi, c'è già stata di mezzo una prima proroga e soprattutto c'erano già le best practices della dichiarazione Ici, quasi vent'anni di esperienza che avrebbero potuto essere messi a frutto per elaborare un modello esemplare. Invece si è scelto di fare una sorta di modello-fotocopia che suscita più dubbi che certezze. Il fatto stesso che tutti i proprietari di immobili concessi in locazione, valutabili in milioni, debbano comunicare al Comune la loro situazione, anche se non sia prevista alcuna specifica agevolazione per questa tipologia immobiliare, appare poco giustificato, se non a fini statistico-previsionali. Ma per ottenere lo stesso risultato sarebbe bastato al Comune chiedere alle Entrate l'elenco degli immobili registrati.
La speranza è che il tempo trascorso (e che trascorre) stia servendo ad altri tecnici per rendere più accessibile la dichiarazione e migliorare le istruzioni.
Ieri è stata registrata anche la posizione di Confedilizia (in audizione alla commissione Finanze della Camera) sulla delega fiscale, che con riforma il Catasto avrà dirette conseguenze sulla base imponibile dell'Imu. Per Confedilizia «i principi e criteri direttivi contenuti nella disposizione relativa alla revisione del catasto sono tali da attribuire al legislatore delegato e, di riflesso, all'amministrazione statale che si farebbe carico della concreta attuazione della revisione, eccessivi margini di discrezionalità».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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