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NOVITÀ NORMATIVE

ANCI E UPI CHIEDONO MISURE ADEGUATE PER EVITARE I DISSESTI NEGLI ENTI.

Un pacchetto di norme per «sostenere» e «accompagnare» gli enti locali in difficoltà finanziaria, evitando lo shock del dissesto, e un turno di elezioni amministrative in autunno per non sospendere troppo a lungo gli ordinamenti "normali" nei Comuni che si trovano senza sindaco. Comuni e Province si sono presentate ieri in Conferenza Stato-Città con una serie di proposte congiunte, che sempre in materia elettorale chiedono di rivedere la disciplina delle incandidabilità imponendo l'obbligo di dimissioni all'atto di presentazione della candidatura alle politiche (e non 60 giorni prima, come accade oggi).
A chiudere l'elenco delle proposte ci sono due punti più "tecnici": un rinvio dei termini per il riequilibrio di bilancio, che per legge va approvato entro il 30 settembre (paradossalmente prima del preventivo, che scade a fine ottobre), e una razionalizzazione delle regole su reclutamento e formazione delle «figure apicali» degli enti locali (è la solita dicotomia fra segretari e direttori).
È quello sul dissesto, comunque, l'argomento più delicato. Il problema, che ha già avuto manifestazioni importanti e rischia di moltiplicarsi con i chiari di luna della finanza locale, è nella procedura attuale di dissesto, che da un giorno all'altro porta l'ente al blocco totale: con l'aggravante, come accaduto a Roma o ad Alessandria, che il dissesto arriva in ritardo, dopo mesi o anni di apparente calma piatta in cui però la situazione del bilancio si è fatta irrimediabile.
Prima dell'estate le strutture tecniche del Governo avevano lavorato a ipotesi di «preallarme» per gli enti in difficoltà, con norme che però non avevano tagliato il traguardo nel decreto della revisione di spesa o nella sua legge di conversione. Bisognerà vedere se ora l'"alleanza" con gli stessi amministratori locali potrà dare più benzina alla proposta.
Non ci sono solo i dissesti, invece, dietro allo scioglimento degli organi politici di molti enti: i Comuni commissariati sono oggi 97, e fra loro ci sono anche capoluoghi (Siena e Imperia) o grandi centri come Viareggio e Aprilia. In questo quadro, un turno amministrativo autunnale servirebbe a tornare nella "fisiologia". E siccome qualche sindaco guarda con interesse alle politiche (Renzi docet), arriva la richiesta di spostare in avanti l'obbligo di dimissioni per chi si candida.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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