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NOVITÀ NORMATIVE

TEMPI PIU' LUNGHI PER BILANCI E IMU.

Troverà spazio in un decreto legge "enti locali", che potrebbe approdare la prossima settimana al Consiglio dei ministri, la proroga al 31 ottobre dei termini per la presentazione della nuova dichiarazione Imu. Insieme al rinvio di un mese per l'adempimento, il decreto si preoccuperà anche di ribadire esplicitamente la possibilità di adottare aliquote e regolamenti dell'imposta immobiliare fino alla fine di ottobre e di spostare dal 30 settembre al 30 novembre i termini per l'approvazione del riequilibrio di bilancio da parte degli enti locali.
In rampa di lancio nello stesso provvedimento, se saranno risolti i problemi relativi alla copertura finanziaria, c'è anche la nuova normativa "anti-dissesto", per intervenire sugli enti a rischio nel tentativo di prevenire il default, commissariamento e blocco dell'attività amministrativa. Il rinvio al 31 ottobre del termine per la dichiarazione è stato reso ormai inevitabile dal fatto che il modello e le istruzioni sono stati predisposti ma non ancora emanati dal ministero dell'Economia ed è ormai impossibile portare al traguardo prima una macchina che riguarderà milioni di persone.
La platea dei contribuenti tenuti a fornire i dati, se le istruzioni anticipate la scorsa settimana non incontreranno qualche correttivo prima del varo definitivo, è decisamente ampia. Di fatto l'unica grande categoria esentata è quella dei proprietari di abitazione principale, ma non sempre: va dichiarata, per esempio, la casa assegnata al coniuge separato, oppure quella agevolata nel caso di coniugi con residenze distinte nello stesso Comune.
Ma non solo: pur nel silenzio delle istruzioni, è verosimile che l'obbligo di dichiarazione riguardi anche i proprietari con due pertinenze della stessa categoria catastale (ad esempio due box e due cantine), perché in quel caso bisogna scegliere quale sottoporre allo stesso trattamento dell'abitazione principale e quale no. Nel caso di case in affitto, la dichiarazione è sempre dovuta, mentre nelle compravendite l'obbligo riguarda le aree edificabili (gli immobili no, perché transitano dal Mui).
Oltre alla nuova tempistica delle dichiarazioni, il provvedimento atteso al Consiglio dei ministri dovrebbe ribadire il termine del 31 ottobre per aliquote e regolamenti. La scadenza, in realtà, è già fissata dallo slittamento dei termini per il bilancio preventivo, che trascina con sé le date relative ai provvedimenti tributari, ma il nuovo intervento serve a cancellare definitivamente la data del 30 settembre prevista per il solo 2012 dal DI «Salva-Italia» e quindi a mettere al riparo le decisioni successive da eventuali rischi di contenziosi.
Sempre in tema di scadenze, dovrebbe essere spostato al 30 novembre il termine per approvare il riequilibrio di bilancio.
Se riuscirà a superare lo scoglio relativo alla copertura finanziaria, nel decreto enti locali dovrebbero arrivare anche le nuove regole di salvaguardia degli enti a rischio dissesto. L'idea è quella di attivare un fondo rotativo per garantire liquidità ai Comuni più in difficoltà, per provare a evitare il default che commissaria gli organi politici e blocca aliquote e tariffe ai massimi di legge: l'assistenza, però, scatterebbe solo dopo la firma di un piano di rientro quinquennale, che vincolerebbe l'ente a determinati livelli di spesa corrente e limiterebbe gli spazi assunzionali: a vigilare sul tutto sarebbe chiamata la Corte dei conti, attraverso relazioni semestrali sull'andamento del piano.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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