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NOVITÀ NORMATIVE

POSSIBILE UNA REVISIONE DEI TAGLI DELLA SPENDING REVIEW.

La nuova stretta su indebitamento e gestione di cassa potrebbe sostituire i tagli ulteriori da 500 milioni chiesti ai sindaci per il 2012 dalla legge di revisione di spesa. Anche su questo fronte sono al lavoro i tecnici del Governo, in vista del decreto enti locali atteso per il consiglio dei ministri di giovedì e arricchito dalle nuove regole germogliate sugli scandali regionali e dedicati a costi della politica e pareggio di bilancio.
La partita è di quelle delicate: la revisione di spesa ha chiesto ai Comuni una riduzione ulteriore da 500 milioni al fondo di riequilibrio (2 miliardi nel 2013), chiedendo a Governo e amministratori di trovare un accordo in Conferenza Stato-Città entro il 30 settembre sui parametri per distribuire i tagli. Come previsto, settembre è passato senza che si arrivasse a un'intesa, ma l'automatismo previsto dalla norma, secondo cui il Viminale dovrebbe ripartire con decreto i tagli in proporzione alla spesa per consumi intermedi registrata in ogni ente, potrebbe non scattare. A sostituirlo potrebbe infatti intervenire la nuova stretta alle spese per l'indebitamento, strettamente collegata ai nuovi vincoli al pareggio di bilancio che vogliono tradurre in chiave territoriale la modifica costituzionale introdotta per il bilancio dello Stato.
Se andrà in porto, la modifica avrà un doppio vantaggio: il fondo sperimentale di riequilibrio, prima di tutto, è già al centro di una contesa sui tagli compensativi all'extragettito dell'Imu rispetto all'Ici, su cui Governo e amministratori continuano a sostenere tesi contrastanti, e applicare una sforbiciata ulteriore a due mesi dalla fine dell'esercizio creerebbe più di un problema. Contestatissimo, poi, è stato il criterio previsto dal decreto di luglio per distribuire i tagli in mancanza di accordi alternativi con le autonomie. I «consumi intermedi» registrati dal Siope nel 2011, infatti, comprendono anche costi per servizi come rifiuti e trasporto pubblico locale, e sono fortemente influenzati dalle dinamiche dei pagamenti e dalle scelte gestionali: il Siope riporta i flussi effettivi di cassa degli enti, e chi ha esternalizzato attività registra livelli di spesa inferiori a chi le gestisce direttamente.
Il decreto in arrivo giovedì potrebbe poi intervenire sul sistema dei controlli interni, rafforzando le verifiche sui bilanci, sulla realizzazione degli obiettivi e sulla regolarità degli atti in relazione a equilibri di bilancio e rispetto del Patto di stabilità. Confermato poi il fondo anti-dissesti mentre, come avvenuto già avvenuto per la dichiarazione Imu, interviene un «comunicato-legge» anche per spostare la data di approvazione del riequilibrio di bilancio.
Il mittente questa volta è il Viminale, e spiega che anche per gli enti che hanno già approvato il preventivo manca ancora la definizione di «alcuni aspetti dai rilevanti risvolti in termini di effetti finanziari», la cui assenza rischia di rendere impossibile l'approvazione del riequilibrio. Per questa ragione, il Viminale spiega che la delibera potrà essere adottata solo quando il quadro sarà più chiaro, e chiede nell'attesa agli enti di «favorire» comunque il mantenimento degli equilibri. A spostare ufficialmente il termine al 30 novembre sarà il decreto in arrivo, che farà anche slittare al 31 ottobre la scadenza per la presentazione della dichiarazione Imu.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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