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NOVITÀ NORMATIVE

VERSO LA PROROGA AL 30/6/2013 DELLA RISCOSSIONE LOCALE.

Nuova proroga per l'addio di Equitalia alla riscossione locale. Nato dai riflessi dello scandalo di Tributi Italia, il rinvio è stato inserito in extremis nel decreto legge sugli enti locali approvato ieri in consiglio dei ministri e congela il quadro per altri sei mesi, fino al 30 giugno 2013. La proroga, spiega il Governo, nasce per creare le condizioni per una «prossima riforma», con una formula che preannuncia nuovi interventi per chiarire il quadro.
Il tema è quello dell'uscita dell'agente nazionale della riscossione dal campo della riscossione locale, previsto fin dal 1° gennaio 2012 e rimandato al 1° gennaio 2013 dal Milleproroghe dello scorso anno. Il campo, però, è ancora dominato dall'incertezza, perché gli oltre 6mila Comuni che finora si sono serviti di Equitalia per la riscossione spontanea o coattiva dovrebbero fare le gare in queste settimane per scegliere il nuovo partner a cui affidare la gestione delle Entrate. Anche l'associazione dei Comuni sta scendendo in campo, ha appena chiuso la gara per individuare il partner privato in AnciRiscossioni e a breve dovrebbe individuare il vincitore.
In questo quadro già incerto, però, è piombato l'epilogo dello scandalo Tributi Italia, con l'arresto del fondatore Giuseppe Saggese accusato per gli almeno 100 milioni di tributi riscossi ma non riversati che mancano all'appello nei bilanci delle centinaia di Comuni serviti dalla società.
Lo scandalo, che segue di poche settimane quello pugliese fiorito intorno alla Gema, che per la Procura di Foggia ha creato un buco da 16 milioni negli oltre 60 Comuni gestiti (non solo in Puglia) e a luglio ha portato all'arresto dei due amministratori, ha travolto un quadro ancora incerto, e spinto il Governo a intervenire.
Molti sono gli aspetti su cui intervenire, a partire dai meccanismi di riversamento dei tributi riscossi nei conti degli enti locali. «Una proroga era indispensabile – spiega Franco Tuccio, presidente dell'associazione che riunisce gli uffici tributi degli enti locali (Anutel) – perché in tre mesi non si possono risolvere problemi stratificati per anni, e si rischiano danni enormi».
Sul punto si registra la piena disponibilità anche delle società private di riscossione iscritte all'albo e riunite nell'Anacap. «Occorre una regola certa, che imponga i versamenti delle somme riscosse in un conto gestito dal tesoriere, con l'obbligo per quest'ultimo di stornare la quota destinata a pagare il servizio». Già, perché il panorama della riscossione locale sembra trasformarsi in un teatro di un tutti contro tutti, in cui oltre ai Comuni che scoprono buchi nei riversamenti delle imposte riscosse, ci sono aziende che lamentano mancati pagamenti da parte degli enti per i quali gestiscono le entrate.
Altro tema su cui si attende un intervento è quello degli aggi, che lontano dall'agente nazionale della riscossione sono "liberi". In media, le società private parlano di richieste assolutamente in linea con il mercato, ma le norme devono prevenire casi eccezionali come quello registrato a Taranto prima del dissesto, quando al Comune furono chiesti aggi vicini al 48% per le attività di recupero dall'evasione dei tributi locali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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