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NOVITÀ NORMATIVE

IL GOVERNO CERCHERA' DI FAR PAGARE L'IMU A TUTTI.

Il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli commenta dal Lussemburgo, prima dell'inizio dei lavori dell'Eurogruppo, lo stop del Consiglio di Stato alla bozza di decreto ministeriale che stabilisce le regole per il pagamento dell'Imu da parte degli enti ecclesiastici. Rilievi – osserva Grilli – che riguardano essenzialmente la procedura regolamentare seguita dal Governo. In sostanza, è un problema di strumento normativo adeguato. «Troveremo la soluzione tecnica appropriata per mantenere l'obiettivo di assoggettare tutti quelli che devono esserlo all'Imu», assicura il ministro.
Si cerca dunque la strada, che a questo punto non potrà che essere una norma ad hoc da inserire in uno dei primi provvedimenti utili. Potrebbe essere anche un emendamento da presentare nel corso dell'iter di approvazione della legge di stabilità, che il Consiglio dei ministri consegnerà questa sera in Parlamento. Si ipotizza anche un emendamento al decreto sugli entil ocali in dissesto, approvato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri, che comunque dovrà essere convertito in legge entro sessanta giorni.
Il rilievo del Consiglio di Stato è in sostanza che il Governo sia andato «ultra petita», rispetto alla norma originaria contenuta nel decreto sulle liberalizzazioni. L'amministrazione - si legge nel parere - «ha compiuto alcune scelte applicative, che non solo esulano dall'oggetto del potere regolamentare attribuito, ma sono state effettuate in assenza di criteri o altre indicazioni normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività».
Occorre agire in fretta, poiché pende sul nostro Paese la procedura d'infrazione avviata dall'Unione europea il 12 ottobre 2010. E comunque il dispositivo dovrà essere perfezionato entro fine anno, così da consentire agli enti ecclesiastici di adeguarsi alle nuove disposizioni a partire dalla prima Imu del 2013. Le agevolazioni fiscali di cui gode la Chiesa per gli immobili di natura non commerciale si configurano infatti per Bruxelles come aiuti di Stato. Il contenzioso con l'Antitrust Ue risale al 2007, quando erano partite le prime richieste di informazioni a Roma. Il dossier era stato riaperto dopo le denunce ripresentate dal deputato radicale Maurizio Turco e dal fiscalista Carlo Pontesilli, che si erano rivolti alla Corte di Giustizia Ue per impedirne l'archiviazione.
In alcuni casi - rileva il Consiglio di Stato - si è utilizzato il criterio «della gratuità o del carattere simbolico della retta», in altri «il criterio dell'importo non superiore alla metà di quello medio previsto per le stesse attività svolte nello stesso ambito territoriale con modalità commerciali». Si entra dunque nel merito del dispositivo dell'articolo 91-bis del decreto liberalizzazioni, laddove si stabilisce che qualora l'unità immobiliare abbia un'utilizzazione mista, l'esenzione «si applica solo alla frazione di unità nella quale si svolge l'attività di natura non commerciale, se identificabile attraverso l'individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti esclusivamente a tale attività». Qualora non sia possibile procedere in questo modo, il Governo prevede che l'esenzione si applichi «in proporzione all'utilizzazione non commerciale dell'immobile quale risulta da apposita dichiarazione».
La procedura contestata da Palazzo Spada è quella prevista dallo strumento del decreto ministeriale, con la quale - ha stabilito il Governo - sono fissate le modalità e le procedure relative «alla predetta dichiarazione e gli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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