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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 1° LUGLIO 2013 AUMENTERA' L'IVA DI UN PUNTO.

L'aumento "programmato" di due punti percentuali dell'Iva, dal 1° luglio 2013, sarà dimezzato. Il progetto di legge di stabilità che il Governo si appresta a licenziare prevede, infatti, un incremento di un punto percentuale delle aliquote Iva del 10 e del 21% sempre a partire dal luglio del prossimo anno.
Per compensare il taglio delle aliquote Irpef più basse, l'Esecutivo potrà contare dunque sul maggior gettito derivante dall'imposta sul valore aggiunto.
Rispetto ai circa 115 miliardi attesi nel 2012 (nel 2011 le entrate tributarie dell'Iva hanno raggiunto quota 117 miliardi), la crescita del prelievo sull'acquisto di beni e servizi sarà importante, nonostante il rallentamento del ciclo economico. Difficile dire quanto in assenza, per ora, delle stime contenute nella relazione tecnica. Ma basta dare un'occhiata alla gamma dei prodotti di largo consumo sui quali si applicheranno le nuove aliquote per farsi un'idea.
Dalla metà del prossimo anno salirà dal 10 all'11% il prelievo Iva sui beni come gli alimenti per fanciulli (semolini e omogeneizzati), ma anche su altri generi alimentari come marmellate, corn-flakes, conserve di frutta, aceto e prodotti di pasticceria e biscotteria. Diventa possibile, a questo punto, anche un rincaro delle bollette per l'energia elettrica per uso domestico, per il gas metano, la fornitura di acqua e per i servizi di smaltimento dei rifiuti. Più cari saranno poi l'acquisto di abitazioni non di lusso che non rientrino nel concetto di prima casa e le ristrutturazioni edilizie. Come pure le vacanze, in quanto sono inclusi tra i servizi che si pagheranno di più quelli di ospitalità forniti da alberghi, motels, villaggi turistici o semplici affittacamere.
L'Iva salirà all'11% inoltre per i conti di ristoranti e pizzerie, per l'acquisto di caffè e tè. Ma anche "muoversi" costerà di più, in quanto aumenterà l'imposta sul valore aggiunto sul trasporto aereo, per quello marittimo e per quello "passeggeri su rotaie". Per gli abbonati alle pay tv il canone subirà un altro aumento dell'1 per cento. E ancora si pagheranno di più oggetti d'arte e gelati e, in generale, tutti beni ricompresi nella parte III della tabella A del Dpr 633 del 1972.
L'aliquota ordinaria destinata a crescere, nella seconda metà del 2013, dal 21 al 22% renderà più oneroso comprare tutti i beni non inseriti ufficialmente nelle tabelle allegate al Dpr 633: dai capi d'abbigliamento alle auto e alle moto.
La "fattura" diventerà più pesante per chi deciderà di cambiare il telefonino o il computer. Stesso discorso per chi proprio non può fare a meno di bibite gassate, di alcolici o di vino. Perfino svagarsi sarà meno conveniente, in quanto passano alla super-aliquota i tickets d'ingresso ai parchi divertimento, le lezioni impartite in corsi ed attività ricreative, i prodotti e i trattamenti di bellezza e la spesa per il parrucchiere. Dovranno assorbire l'incremento dell'Iva anche i gioielli, gli orologi e gli elettrodomestici.
Più alte potrebbero essere, infine, le parcelle degli avvocati e quelle dei commercialisti visto che a subire la modifica di aliquota sarà anche la voce «servizi legali e di contabilità».
Con l'innalzamento dell'aliquota ordinaria al 22% l'Italia si avvicina al vertice della graduatoria continentale, un "avanzamento" certo poco gradito ai contribuenti-consumatori. In effetti, la direttiva 2006/112/Ue ha stabilito che gli Stati membri devono fissare l'aliquota Iva in misura pari almeno al 15 per cento. Ad oggi l'aliquota più alta è in Ungheria dove è stata introdotta un'Iva al 27%. Mentre, per esempio, in Danimarca e in Svezia c'è un'aliquota massima del 25% e in Romania al 24 per cento. Quattro paesi hanno invece portato l'Iva al 23% e sono: Irlanda, Polonia, Portogallo e Finlandia.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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