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NOVITÀ NORMATIVE

IL RAGIONIERE OPERERA' IN ASSOLUTA AUTONOMIA GESTIONALE.

Con la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» 237 del 10 ottobre 2012 del decreto legge 174, in vigore dall’11 ottobre, è ridisegnato il ruolo del responsabile dei servizi finanziari degli enti locali.
Tale figura, in quattro modifiche apportate al Testo Unico degli enti locali, si delinea come un "baluardo" della tenuta della finanza locale. La prima riguarda il visto di regolarità contabile. La nuova formulazione dell'art. 49 del Tu prevede che ogni proposta di delibera che "comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell'ente" deve obbligatoriamente ottenere il visto del ragioniere.
Le altre modifiche riguardano "status" e competenze del responsabile finanziario. La rivisitazione del Tu degli enti locali rende inamovibile il responsabile dei conti degli enti. Attraverso una modifica all'articolo 109 l'incarico del responsabile finanziario può essere revocato solo in caso di "gravi irregolarità riscontrate nell'esercizio delle funzioni". L'ordinanza del legale rappresentante dell'ente (sindaco o presidente della Provincia), per essere esecutiva, deve ottenere previamente un parere obbligatorio sia del Viminale che di via XX settembre.
Questa "inamovibilità" assume ancor più rilevanza se letta in modo coordinato, sia alle nuove tipologie di controlli affidate a tale figura, sia alle disposizioni contenute nel disegno di legge di stabilità 2013.
Rispetto alla mappatura dei controlli interni, il nuovo articolo 147 dispone che spetta al responsabile finanziario la funzione di garantire la gestione del bilancio e il rispetto degli obiettivi e dei vincoli di finanza pubblica determinati dal patto di stabilità interno. Per svolgere tali funzioni, il responsabile deve agire in piena autonomia e tenendo "conto degli indirizzi della Ragioneria generale dello Stato".
La garanzia e la salvaguardia dei vincoli di finanza pubblica sono esaltate dalla nuova normativa del Ddl stabilità. Il Ddl impone alle pubbliche amministrazioni una rigida programmazione finanziaria nell'esecuzione degli investimenti. Dal 2013, gli enti locali possono avviare le procedure per l'esecuzione dei lavori pubblici solo se sono in grado di garantire i termini di pagamento previsti dalla normativa, ossia, solo se sono è in grado di rispettare i vincoli imposti dal patto di stabilità interno già in sede di programmazione delle opere pubbliche e non, come accaduto in passato, rinviando all'esercizio successivo i pagamenti.
La norma prosegue dando la facoltà alle amministrazioni appaltanti di sospendere l'efficacia dei contratti già sottoscritti, senza diritto ad alcun indennizzo delle parti, nel caso in cui la prosecuzione del contratto non consenta il rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
Il responsabile "in autonomia" e tenendo conto degli indirizzi che gli derivano dalla Ragioneria generale dello Stato, dovrà garantire che i lavori già finanziati e da programmare siano in linea con le norme relative alla tempestività dei pagamenti e il rispetto del patto di stabilità interno.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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