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NOVITÀ NORMATIVE

CAMPEGGI CON TARSU DIFFERENZIATA

In tema di Tarsu applicabile ai campeggi, le aree scoperte operative sono tassate per intero, mentre, quelle pertinenziali od accessorie ai locali tassabili, sono escluse dal tributo; senza che sia ipotizzabile una diversa tassazione in base ai regolamenti comunali.
Queste conclusioni si leggono nella sentenza n. 4754/2010 della sezione tributaria della Corte di cassazione, depositata in cancelleria lo scorso 26 febbraio.
La vertenza traeva origine da due cartelle di pagamento con cui il comune di Bagno di Romagna, località termale in provincia di Forlì, richiedeva a un campeggio una maggiore Tarsu per gli anni 2000 e 2001 con interessi e sanzioni.
La società, opponendo le cartelle di pagamento, riteneva troppo alta la tassa sui rifiuti applicata dal comune e chiedeva un congruo ridimensionamento; in subordine chiedeva la riduzione del 50% delle superfici scoperte, così come previsto dal regolamento comunale in osservanza alle disposizioni del primo comma dell'articolo 66 del dlgs n. 507/93.
La Commissione provinciale di Forlì rigettava il ricorso; decisione che veniva riformata dai giudici regionali emiliani che invece ritenevano applicabile la riduzione del cinquanta per cento alle superfici esterne, così come previsto dall'articolo 15 del regolamento del comune emiliano.
La Cassazione tributaria, capovolgendo la sentenza dei giudici d'appello, ha accolto il ricorso presentato dall'ente locale e, decidendo senza rinvio, ha ritenuto interamente tassabili le aree scoperte operative utilizzate dal campeggio.
I giudici supremi sono quindi passati ad esaminare le norme applicabili alla quantificazione della tassa (o della tariffa) relativa allo smaltimento dei rifiuti dei campeggi; osservano come il dlgs n. 507/93, all'articolo 68, comma secondo, lettera b) consideri i campeggi quale categoria unitaria di utilizzazione di aree, e non preveda, in sede di regolamenti comunali, la possibilità di un diverso criterio di tassazione (Cassazione n. 18862/2004 e n. 11600/2004).
La Corte quindi rileva come le disposizioni di cui ai primi due commi all'articolo 66 del dlgs n. 507/93 siano state abrogate dall'articolo 2, comma 4-bis, del dl n. 599/96; quindi aggiunge che il regime di tassazione delle aree scoperte, diverse da quelle pertinenziali o accessorie di civili abitazioni, si ricava dalle disposizioni dell'articolo 6 del decreto legge n. 328/97 convertito nella legge n. 410/97 e dell'articolo 1, comma terzo del decreto legge n. 8/1999 convertito nella legge n. 75/1999, in base ai quali, le superfici scoperte operative sono sempre tassate per intero. Quanto stabilito dagli ermellini fornisce lo spunto per evidenziare come detta fattispecie sia applicabile a tutte le realtà aziendali, anche diverse dai campeggi, che siano ricomprese nel novero del citato articolo 68 del dlgs n. 507/93 e presentino superfici scoperte operative, che dovranno quindi essere tassate per intero.
Infine, concludono i giudici di piazza Cavour, saranno escluse dal tributo, solo quelle altre superfici scoperte, pertinenziali od accessorie a locali tassabili.
FONTE: ITALIA OGGI

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