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NOVITÀ NORMATIVE

PREVISTI NUOVI TAGLI PER I COMUNI.

Il disegno di legge di stabilità 2013 licenziato dal Governo e che si accinge ad iniziare il suo iter parlamentare prevede nuovi tagli ed ulteriori vincoli alle spese per regioni ed enti locali.
Il disegno di legge di stabilità 2013 licenziato dal Governo e che si accinge ad iniziare il suo iter parlamentare prevede nuovi tagli ed ulteriori vincoli alle spese per regioni ed enti locali. In particolare l'art. 5 incrementa l'entità dei tagli agli enti territoriali previsti dall'art. 16 del D.L. n. 95/2012, rideterminando gli obiettivi del Patto di stabilità interno. In particolare ai comuni vengono imposte nuove riduzioni del fondo sperimentale di riequilibrio che incrementano quelle di 500 milioni all'anno già previste dalla spending review. Tuttavia, viene introdotta una duplice clausola di salvaguardia per la determinazione del fsr, correlandone la dotazione per il biennio 2013-2014 all'entità dei trasferimenti soppressi e stabilendo che per il 2013 esso sia pari all'importo complessivamente attribuito ai comuni dal Ministero dell'Interno nel 2012 al netto delle riduzioni previste dalle leggi successive. Oltre tutto ciò c'è da considerare che, alla luce della nuova tempistica introdotta dal D.L. n. 174/2012, la distribuzione delle riduzioni previste per i prossimi esercizi dovrà essere definita in Conferenza Stato-città e autonomie locali entro il 31 gennaio 2013 oppure entro i 15 giorni successivi con decreto del Viminale in proporzione alle spese sostenute per consumi intermedi desunte, per l'anno 2011, dal Siope. Tra i vincoli alla capacità della spesa introdotti, da segnalare quello previsto dall'art. 7 che dal 2014 subordina l'acquisizione di nuovi immobili da parte degli enti territoriali e di quelli del Ssn ad un'attestazione del responsabile del procedimento di indispensabilità e indilazionabilità e dell'Agenzia del demanio di congruità del prezzo d'acquisto. Infine scatta già dal prossimo anno il divieto di effettuare spese di ammontare superiore al 20% di quelle sostenute nel 2011 per l'acquisto di mobili ed arredi. C'è da osservare che su tali misure pesano forti dubbi di legittimità costituzionale poiché la sentenza n. 193/2012 della Consulta ha ritenuto contraria alla Costituzione la previsione di contenimento permanente delle risorse stabilmente destinate al finanziamento di regioni ed enti locali.
FONTE: ITALIA OGGI

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