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NOVITÀ NORMATIVE

STOP IMMEDIATO AGLI AFFIDAMENTI DELLE ATTIVITA' DI GESTIONE E RISCOSSIONE ENTRATE.

Il decreto enti locali (174/2012) include, tra le misure finanziarie riservate agli enti, anche un intervento sui termini che posticipano di sei mesi l'uscita di Equitalia. Il comma 4 dell'art. 9 del decreto agisce sul termine della lettera gg ter) del dl 70/2011 riguardante l'uscita di Equitalia e sui commi 24, 25 e 25-bis dell'art. 3 del dl 203/2005 prorogando la fase transitoria della riscossione. Diversamente dalla consueta formula, si pone da subito il divieto di procedere a nuovi affidamenti delle attività di gestione e riscossione delle entrate fino al 30 giugno 2013.
Contestualmente sono prorogati i contratti in corso alle medesime condizioni, anche patrimoniali. La proroga è accompagnata da uno stop generale degli affidamenti motivato dalla necessità di riordino della disciplina delle attività di gestione e riscossione delle entrate. La conseguenza immediata è il blocco delle gare in corso che, anche qualora concluse, non potranno raggiungere la fase di aggiudicazione del servizio. Vietati anche gli affidamenti diretti alle società pubbliche, che sembravano possibili almeno per il 2013 in attesa della completa efficacia delle disposizioni del dl 95/2012.
Il testo normativo impone di mantenere i rapporti in corso alle medesime condizioni patrimoniali, con ciò intendendo non solo quelli di riscossione ma anche di gestione delle entrate in genere (es. Icp– Tosap). Così come formulato, soggettivamente il divieto si riferisce a tutti quegli enti che appartengono al meccanismo di proroga dell'articolo 3 del dl 203/2005 (dato che si richiama anche il comma 25-bis); oggettivamente i contratti coinvolti sono tutti quelli in corso anche se non provenienti dal meccanismo di proroga transitorio del medesimo articolo 3.
L'infelice formulazione del comma 2 dell'articolo 7 del dl 70/2011, modificato più volte, ha avuto l'effetto di frenare il processo di selezione che i comuni stavano avviando per l'affidamento della riscossione. Il 2011 si è caratterizzato per uno stop generale della riscossione, messa in crisi dagli strumenti applicabili nella fase esecutiva dell'ingiunzione.
Una situazione che ha tentato di superare il dl 16/2012 ma che non risolve i punti deboli del sistema rafforzato, fondato sull'equiparazione sostanziale tra cartella e ingiunzione, superabili unicamente con una riforma dedicata alla riscossione di tutti gli enti diversi dallo Stato. L'uscita dal sistema Equitalia indebolirà ulteriormente l'equiparazione cartella/ingiunzione che resiste fino al limite della compatibilità.
Lo dimostra la recente sentenza del Consiglio di Stato n. 3413/2012 che considera inapplicabile all'ingiunzione l'aggio di cui all'articolo 17 del dlgs 112/99 e la connessa regola della ripartizione a carico del debitore, trattandosi di un compenso scritto per l'Ag. della riscossione. Un aspetto che potrebbe produrre effetti sull'inquadramento del rapporto con l'affidatario della riscossione riportandolo al di fuori dello schema della concessione di servizio come definita dall'art. 30 del codice contratti, centrato sulla remunerazione del servizio attraverso la gestione.
Una proroga mozzata a giugno pare incoerente con la norma che ha fissato a fine 2013 il termine ultimo per la presentazione delle inesigibilità. Infatti tra gli aspetti più complessi che il legislatore dovrà disciplinare con urgenza ci sono la gestione dei carichi pendenti provenienti da somme iscritte a ruolo negli ultimi tre anni, le comunicazioni di inesigibilità maturate dalla riforma del '99 e le quote inesigibili derivanti dal sistema ante '99 per quei comuni che non avevano aderito alla definizione automatica del 2000. La misura da recepire subito è il blocco degli affidamenti, con impossibilità di indire nuove gare.
FONTE: ITALIA OGGI

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