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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: VERSO DICHIARZIONI PIU' SEMPLICI.

La semplificazione più importante allo studio sulle dichiarazioni Imu dovrebbe essere già acquisita. Consiste nel fatto che l'obbligo di dichiarazione Imu riguarderà solo i contribuenti per i quali i Comuni hanno deliberato riduzioni di aliquote e non quelli a cui una possibilità di trattamento speciale era riservata dalla legge nazionale.
Altre potrebbero arrivare dalla consultazione pubblica su modelli e istruzioni che il dipartimento Finanze ha effettuato la scorsa settimana.
La finestra per inviare osservazioni e suggerimenti si è chiusa venerdì scorso. Ora i tecnici dell'Economia sono al lavoro per analizzare i contributi arrivati via Internet, ma la lunga vicenda del modello di dichiarazione e delle istruzioni dovrebbe essere arrivata all'ultimo miglio. Apportati gli ultimi ritocchi, la palla torna ai vertici ministeriali e la firma finale al provvedimento potrebbe arrivare fra questa e la prossima settimana.
A quel punto, rimarrebbe un mese abbondante a contribuenti e centri di assistenza fiscale per chiudere la partita delle dichiarazioni, al debutto entro il termine prorogato al 30 novembre dal decreto enti locali (Dl 174/2012).
Rispetto alle prime bozze, le istruzioni ministeriali hanno fatto un importante passo in avanti.
L'ipotesi originale imponeva l'obbligo di dichiarazione a tutti i proprietari di immobili per i quali la legge prevedeva la possibilità che l'aliquota scendesse sotto il limite minimo standard del 4,6 per mille.
Nel calderone rientravano tutti gli immobili dati in affitto e poi negozi, capannoni e più in generale il mattone posseduto da soggetti Ires. Per loro, infatti, l'aliquota può arrivare al 4 per mille, ma solo se lo decide il Comune: i sindaci però, stretti fra tagli ai bilanci e incertezze costanti sui gettiti, hanno in genere alzato le aliquote per tutti gli immobili diversi dall'abitazione principale.
Il risultato, paradossale, sarebbe stato di obbligare alla dichiarazione milioni di soggetti in teoria agevolabili, ma in realtà tassati più di quanto previsto con le aliquote standard.
La correzione è semplice, ma in grado di esentare dalla dichiarazione un'ampia platea di soggetti: per queste categorie il modello, se la versione attuale sopravviverà fino alla firma definitiva, andrà presentato solo se il Comune ha effettivamente deliberato riduzioni di aliquote. La riduzione, ovviamente, va calcolata rispetto all'aliquota "ordinaria" decisa dal Comune, e non rispetto al 7,6 per mille previsto per legge.
In pratica, se il sindaco applica il 10,6 per mille agli immobili diversi dall'abitazione principale, e il 9,6 per mille alle case in affitto, i proprietari di queste dovranno presentare la dichiarazione.
Dove la nebbia tarda a diradarsi, invece, è sulla questione delle stime di gettito, dopo che 1.200 Comuni si sono trovati la scorsa settimana un taglio a sorpresa a causa di una revisione al ribasso del gettito Ici 2010, la cui entità governa l'attribuzione dei fondi di quest'anno.
Il dato dell'Ici 2010 era considerato ormai acquisito, ma in 450 casi il taglio è stato superiore al 10%, e in altri 200 Comuni ha superato quota 20 per cento.
La novità, arrivata a pochi giorni dal termine del 30 ottobre per la chiusura dei preventivi 2012, impone ai Comuni interessati di reperire risorse in fretta per far quadrare i conti, e in molti casi potrebbe tradursi in un ritocco ulteriore delle aliquote Imu.
Per cercare di chiarire il problema, gli amministratori locali hanno chiesto l'immediata riattivazione dei tavoli tecnici di confronto con il Governo, e una nuova riunione potrebbe tenersi in settimana al ministero dell'Economia.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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