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NOVITÀ NORMATIVE

SERVONO PIU' CERTEZZE PER CAPIRE QUANDO VALE ANCORA LA DENUNCIA ICI.

Sebbene corretta rispetto alla versione iniziale, anche la nuova bozza della dichiarazione Imu, offerta alla consultazione pubblica, richiederebbe rettifiche. Alcune d'impostazione, altre sono correzioni puntuali.
Sotto il profilo dell'impostazione, servirebbe più chiarezza nell'evidenziare i casi in cui la vecchia denuncia Ici è valida rispetto a quelli in cui occorre presentare il nuovo modulo. Attualmente, l'informazione è desumibile, con alcune incertezze, dalla lettura dei singoli casi esposti nelle istruzioni.
Così, per esempio, per gli immobili in leasing la denuncia Ici è valida, mentre gli immobili esenti degli enti non commerciali devono essere comunque dichiarati ai fini Imu. Non è chiaro però che cosa accada nell'ipotesi in cui le istruzioni non precisino nulla. Così, per i fabbricati d'interesse storico e per gli immobili oggetto di concessione su beni demaniali già denunciati come tali ai fini Ici, la presentazione del modello Imu sembra inutile.
L'assenza di indicazioni lascia il dubbio che così realmente sia. Sarebbe quindi opportuno separare graficamente le fattispecie in cui l'obbligo sussiste dalle altre. Ciò vale anche in considerazione del fatto che tale esigenza si pone solo per questo primo adempimento. A regime, le istruzioni potranno quindi essere di molto alleggerite.
In caso di ex casa coniugale assegnata in sede di separazione e divorzio, la bozza continua ad affermare che l'obbligo sussiste solo nell'ipotesi della separazione, non anche in quella del divorzio, poiché quest'ultimo risulta agli atti dello stato civile. In realtà, anche la separazione è annotata nei registri comunali. Si è comunque dell'avviso che per tale fattispecie l'obbligo dichiarativo dovrebbe sussistere sempre. Infatti, dagli atti dell'anagrafe non si ricava se vi è stata assegnazione dell'immobile. Ciò significa che non vi è possibilità di incrocio automatico tra stato civile e catasto. Il tutto potrebbe sfociare in avvisi di accertamento da annullare in autotutela, con disagi per amministrazioni e contribuenti.
I casi delle aliquote ridotte devono essere denunciati solo se il Comune ha in effetti deliberato la riduzione. Perché l'informazione sia utile, tuttavia, sarebbe opportuno prevedere l'indicazione esatta nel modello della tipologia di riduzione cui si ha diritto (locati, beni d'impresa o immobili dei soggetti Ires). Dovrebbe inoltre essere meglio esplicitato che se il contribuente deve presentare un'apposita denuncia al Comune ai fini dell'applicazione della riduzione, lo stesso non ha ulteriori obblighi dichiarativi.
Quanto al ravvedimento, la bozza delle istruzioni, certamente migliorando la prima versione, riporta il testo della norma di legge. Occorre un passo in più. Va precisato con chiarezza che nell'Imu il termine lungo per la regolarizzazione delle violazioni è sempre di un anno e non può operare mai la correlazione con la scadenza della dichiarazione.
Infine, un forte auspicio. La scadenza di novembre è troppo ravvicinata, considerato che il modello ufficiale ancora non c'è. La proroga a fine anno sarebbe molto opportuna, oltre che gradita da tutti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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