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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: CAMBIANO DICHIARAZIONI ED ACCERTAMENTI.

Cambiano dichiarazioni e accertamenti del nuovo tributo su rifiuti e servizi che i comuni dovranno applicare dal 2013, in sostituzione degli attuali regimi di prelievo, Tarsu, Tia1 e Tia2. Mentre per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano la superficie assoggettabile al tributo sarà pari all'80 per cento di quella catastale, per gli altri immobili conta la superficie calpestabile. Ma per la maggior parte degli immobili per i quali non esiste ancora la superficie catastale, all'Agenzia è demandato il compito non semplice di stabilire medio tempore una superficie convenzionale in base ai dati in suo possesso.
I comuni, quindi, faranno gli accertamenti su base catastale per gli immobili a destinazione ordinaria (iscritti nelle categorie A, B e C). Invece per le altre unità immobiliari (categorie D e E), in caso di omessa o infedele dichiarazione, verificheranno le superfici imponibili con l'accesso in loco presso gli immobili o facendo ricorso agli accertamenti induttivi. Per l'accesso è però richiesto che il personale sia autorizzato dal funzionario responsabile e venga comunicato con un preavviso di almeno 7 giorni. Gli accertamenti induttivi, fondati su presunzioni semplici, potranno scattare in seguito alla mancata risposta ai questionari notificati dall'amministrazione comunale o in caso di impedimento all'accesso.
Dunque, con la Tares viene confermata la regola di determinazione della superficie catastale per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano. Metodo che è stato introdotto a partire dal 2005 per la Tarsu e che, successivamente, è stata esteso alla Tia. Tuttavia, la nuova disciplina è più chiara perché assoggetta al tributo l'80 per cento della superficie catastale.
Infatti, come evidenziato nella relazione ministeriale, l'articolo 14 del dl 201/2011 individua in maniera puntuale la percentuale di superficie tassabile, a differenza di quanto disposto dall'articolo 70, comma 3, del decreto legislativo 507/1993, il quale prevede che «la superficie di riferimento non può in ogni caso essere inferiore all'80 per cento». L'incerta formulazione di quest'ultima norma ha dato luogo a problemi interpretativi e ha generato contenzioso.
Per gli immobili già denunciati i comuni modificano d'ufficio, dandone comunicazione agli interessati, le superfici che risultino inferiori alla predetta percentuale a seguito di incrocio dei dati comunali con quelli del Territorio. Se mancano gli elementi necessari per effettuare la determinazione della superficie, i soggetti privati intestatari catastali provvedono, a richiesta del comune, a presentare all'ufficio provinciale dell'Agenzia del territorio la planimetria del relativo immobile, secondo le modalità stabilite dal decreto del Ministro delle finanze 701/1994.
Inoltre, fino al momento in cui viene stabilita la superficie catastale, l'Agenzia deve determinare una superficie convenzionale, in modo da consentire al contribuente di pagare per il 2013 il tributo in acconto e salvo conguaglio.
Va ricordato che l'agenzia del Territorio, con la circolare 13/2005, ha fornito ai propri uffici provinciali le indicazioni operative per acquisire, tramite i comuni, le planimetrie degli immobili e per gestire le istanze di rettifica delle superfici. Gli uffici locali devono mettere a disposizione, entro 30 giorni dalla richiesta dei comuni, tramite appositi documenti informatici, i dati relativi a ciascuna unità immobiliare che sono contenuti negli archivi informatizzati del catasto. Dati ed elementi che sono indispensabili ai fini dell'accertamento. In particolare: la superficie dell'immobile, l'ubicazione, l'identificativo catastale, l'indirizzo, i dati metrici e gli intestatari catastali.
Per quanto riguarda l'ubicazione, è specificato che con essa si intende l'indicazione dell'edificio, della scala, dell'interno e del piano dell'unità immobiliare cui si riferisce la superficie. Al fine di assicurare un costante aggiornamento tra le unità immobiliari presenti nella banche dati del catasto e delle amministrazioni comunali, la circolare ha sollecitato gli uffici provinciali a comunicare, con cadenza semestrale, le eventuali variazioni degli identificativi catastali.
Con il provvedimento del direttore del Territorio del 9 agosto 2005, poi, è stato disposto che qualora manchi la planimetria o non consenta di calcolare la superficie di riferimento, devono essere segnalate ai comuni le unità immobiliari interessate.
FONTE: ITALIA OGGI

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