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NOVITÀ NORMATIVE

AVVISO TRIBUTARIO CON INDICAZIONE DEL RESPONSABILE

Sono nulli gli avvisi di accertamento Ici che risultano privi dell'indicazione del responsabile del procedimento e anche degli altri elementi tassativamente richiesti dallo Statuto del contribuente al fine di garantire la chiarezza degli atti dell'amministrazione finanziaria. Il principio è stato stabilito dai giudici della sezione IV della Ctp Treviso con la sentenza n. 12/4/10 del 9 febbraio 2010.
La vicenda al vaglio dei giudici trevigiani trae origine dall'impugnazione di alcuni avvisi di accertamento coi quali un comune richiesto il pagamento dell'imposta comunale sugli immobili riferita agli anni dal 2003 al 2007. I contribuenti, nel merito, avevano in primo luogo sostenuto che i fabbricati rurali (sebbene siano censiti o censibili al catasto fabbricati), non sono soggetti a Ici.
Inoltre, i contribuenti, sotto il profilo del diritto, avevano eccepito l'illegittimità degli atti impugnati in quanto emessi dal Comune in violazione dell'articolo 7 dello Statuto del contribuente e dell'articolo 162 della legge n. 296/06, che impongono tassativamente l'indicazione:
- dell'ufficio presso il quale ottenere informazioni,
- del responsabile del procedimento,
- dell'organo presso il quale ottenere un riesame dell'atto in sede di autotutela;
- dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere (con l'indicazione delle modalità e dei termini).
L'ente locale si è costituito in giudizio, sostenendo invece la legittimità degli atti di accertamento emanati. I giudici veneti hanno accolto i ricorsi, ritenendo preliminarmente fondata l'eccezione concernente la violazione dell'articolo 7 dello Statuto del contribuente (la legge n. 212 del 27 luglio 2000). In buona sostanza, gli atti oggetto d'impugnazione erano privi - secondo i giudici - addirittura di tutti gli elementi richiesti dalla suddetta norma (in particolare, privi dell'indicazione dell'Ufficio presso il quale ottenere informazioni, dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere e dell'organo amministrativo presso cui promuovere un riesame del merito).
Inoltre, i giudici hanno sottolineato che gli avvisi impugnati non riportavano nemmeno il nominativo del «responsabile del procedimento» che secondo la Consulta (ordinanza n. 377/07) non costituisce un inutile adempimento ma ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa, la piena informazione del cittadino e la garanzia del diritto di difesa che sono altrettanti aspetti del buon andamento e dell'imparzialità della pubblica amministrazione (stabiliti dall'articolo 97 della Costituzione).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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