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NOVITÀ NORMATIVE

PROROGA EQUITALIA A RISCHIO INCOSTITUZIONALITA'.

Il decreto enti locali (Dl 174/2012) blocca tutte le iniziative avviate dai Comuni sul fronte della riscossione, con un inatteso congelamento del regime vigente, in un momento che vedeva i Comuni impegnati a decidere in fretta come riscuotere le proprie entrate, dopo l'addio di Equitalia previsto per fine anno.
Dall'11 ottobre scorso, invece, il quadro normativo è completamente diverso: i Comuni sono obbligati a prorogare i contratti fino al 30 giugno 2013, non possono sino a tale data affidare la gestione e la riscossione delle entrate. Sono comunque esclusi dal blocco gli appalti di servizi e quindi le attività di supporto: rilevazione ed elaborazione dati, stampa e postalizzazione avvisi, rendicontazione, assistenza front-office, eccetera.
Si tratta tuttavia di una disposizione di dubbia legittimità costituzionale, che crea diversi effetti distorsivi ed è peraltro foriera di un potenziale contenzioso. Un primo profilo di incostituzionalità si intravede nella violazione della libertà imprenditoriale (articolo 41 della Costituzione) poiché di fatto il Dl 174/2012 costringe le società private concessionarie a subire la proroga dei contratti in scadenza anche quando le gestioni sono in perdita. È facile prevedere azioni di rinuncia o di opposizione alla prosecuzione di un servizio antieconomico, con contenziosi tra Comuni e società. La proroga mozzata a metà 2013 crea una situazione di potenziale conflitto nei molti casi in cui i contratti prevedono un minimo garantito annuale.
Un secondo profilo di incostituzionalità si intravede nella violazione dell'autonomia degli enti locali (articoli 114, 118 e 119 della Costituzione), che si vedono inspiegabilmente stoppare le iniziative già intraprese in tema di gestione delle entrate. Sul punto si potrebbero fare diversi esempi. In primo luogo, non si capisce perché un Comune che voglia passare alla gestione diretta non possa farlo, e debba, al contrario, sopportare costi più elevati. Poi ci sono i Comuni che hanno concluso le gare e hanno già richiesto alla società aggiudicataria la cauzione definitiva (con esborso di denaro), senza tuttavia poter avviare il servizio se non dopo il 30 giugno 2013.
C'è poi il caso della decadenza anticipata per inadempienza del concessionario: l'ente non potrebbe disporre un nuovo affidamento d'urgenza fino alla scadenza naturale dell'affidamento decaduto, ma dovrebbe reinternalizzare il servizio per poi esternalizzarlo nuovamente da luglio 2013.
Senza considerare l'impossibilità per i Comuni di "divorziare" da Equitalia, almeno fino al 30 giugno 2013, in contrasto con le dichiarazioni rilasciate da molti sindaci. Da segnalare inoltre l'incompatibilità tra la proroga obbligatoria degli attuali contratti di riscossione Tarsu o Tia e il nuovo tributo Res che impone dal 1° gennaio 2013 la riscossione diretta da parte del Comune senza alcuna possibilità di esternalizzare il servizio, ad eccezione di quelli che adottano il sistema di misurazione puntuale dei rifiuti.
Appaiono evidenti le distorsioni e i paradossi generati dagli eccessi legislativi. È vero che il Dl 174/2012 agisce sull'onda dell'emergenza, ma così si finisce per provocare ulteriori danni a un comparto già seriamente compromesso da una normativa poco attenta alle esigenze e alle peculiarità degli enti locali. È quindi auspicabile un intervento di modifica in sede di conversione.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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