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NOVITÀ NORMATIVE

L'AGGIO DELLA RISCOSSIONE SOGGETTO A IVA.

Nel secondo decreto legge sulla crescita (Dl 179/2012) compaiono due modifiche alla legge Iva significative per gli enti locali. Il comma 2 dell'articolo 38 interviene sugli articoli 4 e 10 del Dpr 633/72.
Nel comma 5 dell'articolo 4 (dedicato al presupposto soggettivo di applicazione dell'imposta) è stato introdotto un principio fondamentale che da sempre è contenuto nella legge comunitaria Iva (l'articolo 13 della direttiva 2006/112/Ce), che sta alla radice della tassabilità delle attività economiche (quelle da cui conseguono introiti) svolte dagli enti pubblici.
Ora, nell'articolo 4, compare il precetto comunitario secondo cui non sono considerate attività commerciali «le operazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e dagli altri enti di diritto pubblico nell'ambito di attività di pubblica autorità».
Dal punto di vista strettamente finanziario, la modifica non comporta alcun effetto. Proprio perché la condizione di intassabilità degli enti pubblici (in particolare gli enti locali) era già prevista dall'ordinamento comunitario, l'inderogabilità di quest'ultimo rendeva il principio cogente anche in Italia, benché non recepito dal nostro legislatore.
Tuttavia, si tratta di un'importante modifica dal punto di vista simbolico. L'assenza nell'articolo 4 (già lacunoso perché manca la definizione di attività economica) della discriminazione tra attività esercitate in regime pubblicistico e attività regolate da norme di diritto comune, è stato foriero di macroscopici equivoci, spesso approdati nelle aule di giustizia tributaria, peraltro in un ramo dell'Iva, l'applicazione dell'imposta agli enti non commerciali, già di per sé assai complesso.
Si citano, tra le più eclatanti contese, la condanna della Corte di giustizia europea che l'Italia subì per aver incamerato l'Iva sulle concessioni cimiteriali (sentenza del 17 ottobre 1989, cause riunite 239/87 e 129/88) e la pretesa inapplicabilità dell'imposta alle locazioni attive degli enti locali, tesi recentemente abbandonata dall'agenzia delle Entrate (risoluzione 169 del 1° luglio 2009).
Ma forse la più dirompente e attuale tra tutte le questioni è quella che riguarda il regime fiscale della tariffa per l'igiene ambientale (Tia). Sarebbe bastato, infatti, fin dall'avvento del Dlgs 22/97 (il decreto Ronchi), mettere in relazione il precetto comunitario con l'obbligatorietà ex lege del servizio di smaltimento rifiuti (dei comuni a fornirlo, in regime di privativa, e dei cittadini a usufruirne) per escludere alla radice la pretesa dell'Iva, in quanto servizio reso in regime pubblico autoritativo, evitando così il groviglio di norme, sentenze e capziose interpretazioni a cui si è approdati.
Ben venga quindi la riformulazione dell'articolo 4, anche se sarebbe opportuno accogliere nel nostro ordinamento la definizione chiara e puntuale di attività economica contenuta nell'articolo 9 della direttiva oltre che, tornando alla soggettività passiva degli enti pubblici, al principio della tassazione qualora siano svolte attività in regime pubblico autoritativo ma potenzialmente produttive di distorsioni della concorrenza (articolo 13).
Riscossione dei tributi
L'altra modifica al Dpr 633/72 introdotta dal decreto sullo sviluppo è di carattere ben più sostanziale. Nell'articolo 10, comma 1, n. 5), è stata notevolmente ridimensionata l'esenzione prevista per i servizi di riscossione dei tributi. Prima la norma stabiliva che erano esenti tutte le operazioni relative alla riscossione dei tributi.
Ora il nuovo n. 5) dell'articolo 10 stabilisce che sono esenti soltanto le operazioni relative ai versamenti di imposte effettuati per conto dei contribuenti. Esemplificando, restano nel regime di esenzione i compensi spettanti alle banche per il servizio F24 ed F23.
Anche per gli enti locali la nuova disposizione comporta un immediato aumento di spesa: infatti, l'attuale formulazione rende imponibile l'aggio corrisposto agli affidatari della riscossione dei tributi comunali (ad esempio Tosap e imposta sulla pubblicità) iscritti all'Albo ministeriale dei soggetti abilitati a effettuare attività di accertamento e riscossione dei tributi locali, in base all'articolo 53 del Dlgs 446/97.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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