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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: PUBBLICATO IN G.U. DECRETO DICHIARAZIONE MA LA SCDENZA RIMANE UN REBUS.

La dichiarazione Imu è uscita dalla nebbia delle interpretazioni per entrare in quella della compilazione. Passando per il Lete delle proroghe, che (stando agli emendamenti presentati al Dl enti locali n. 174/2012) sono ormai a quota tre. Anzi: 3,5 perché la seconda (al 30 novembre 2012) è stata fatta quando ormai il termine della prima (30 settembre 2012) era quasi scaduto. Ora la nuova regola, che dovrebbe entrare in un maxi emendamento governativo, dice che si dovrà presentare la dichiarazione per le variazioni avvenute nel 2012 entro 90 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del Dm con modello e istruzioni, avvenuta ieri. Cioè il 4 febbraio 2013 (il 3 è domenica).
I contenuti del Dm sono noti da tempo. Ma la sostanza, al di là della confusione sulle date di presentazione, è che la dichiarazione era e resta un rebus per molti.
Le complicazioni derivano, come di consueto, dalla casistica estremamente varia e complessa delle situazioni considerate soggette alla comunicazione. Ma il problema maggiore è legato all'individuazione di quanto nelle istruzioni è lasciato alla determinazione dei municipi: cioè l'obbligo di segnalare le situazioni che beneficiano di aliquote agevolate, tranne che per i casi in cui i Comuni stessi prevedano comunicazioni specifiche.
In questi casi, quindi, il contribuente dovrà studiarsi la delibera comunale (in genere ma non sempre) presente sul sito internet municipale. In realtà moltissimi contribuenti saranno costretti a scartabellare nelle delibere perché negozi, capannoni, centri commerciali e abitazioni date in locazione sono potenzialmente agevolabili: nel loro caso l'aliquota può scendere fino al 4 per mille, quindi sotto al 4,6 per mille previsto come limite minimo dalla disciplina generale.
Però, appunto, l'obbligo di dichiarazione scatta quando il Comune abbia davvero previsto l'aliquota speciale inferiore a quella «ordinaria» decisa per gli altri immobili diversi dall'abitazione principale. Per esempio: se il consiglio decide il 10 per mille come aliquota «ordinaria», e il 9 per mille nel caso di abitazione locate (come avviene in molte città di grandi dimensioni, ma non solo), i proprietari dovranno presentare la dichiarazione.
Fortunatamente le istruzioni hanno superato molte delle perplessità suscitate della prima bozza dello scorso settembre. Restano due dubbi, causati più da un coordinamento testuale che potrebbero essere corretti da una semplice circolare delle Entrate: l'obbligo di dichiarazione per gli immobili in concessione su beni demaniali anche se già dichiarate ai fini Ici; e tutti gli immobili istituzionali degli enti pubblici, dato che non viene esplicitamente indicato che questa categoria di esenzione non vada dichiarata.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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