PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

AIUTI AGGIUNTIVI PER I COMUNI IN DEFAULT.

Natale al buio. È l'ultimo spauracchio per il Comune di Napoli, che dal 2010 a oggi ha accumulato un debito da 40 milioni con il consorzio fornitore dell'energia per l'illuminazione pubblica. «Non ce la facciamo più», spiega il consorzio in una nota in cui fa sapere di non avere più nemmeno i soldi per l'energia. Il tutto mentre il consuntivo ha "pulito" parte dei 3,3 miliardi di entrate non riscosse, facendo emergere un disavanzo da 850 milioni che ovviamente si è mangiato anche l'avanzo "presunto" da 84,5 milioni su cui poggia il preventivo di quest'anno.
In un quadro del genere il ricorso al fondo anti-dissesto sembra difficilmente evitabile, anche se in più di un'occasione il sindaco De Magistris ha tuonato contro gli obblighi legati all'adesione a questo strumento (ripristino degli equilibri in primis, anche aumentando tasse e tariffe) e sembra per ora più orientato a una trattativa a due con il Governo.
Più in generale, comunque, le misure anti-dissesto corrette dal Parlamento ampliano la platea potenziale dei Comuni coinvolti nel meccanismo e le somme ottenibili nella distribuzione. Nella giostra, prima di tutto, potrà rientrare Reggio Calabria, a cui la Corte dei conti aveva già indirizzato un "ultimatum" sulle misure correttive da adottare per evitare il default (il commissariamento è poi arrivato per "contiguità" mafiose del consiglio e non per i conti). Invariata la dotazione iniziale (sopra gli 800 milioni per il 2012), sale a 200 euro per abitante l'assegno massimo a cui i Comuni possono aspirare: per Napoli si potrebbero superare i 191 milioni di euro, a Palermo si potrebbero sfiorare i 132 milioni.
Fondo rotativo a parte, gli emendamenti che al netto di sorprese in extremis dovrebbero arrivare oggi in aula offrono tre buone notizie ai Comuni che già hanno alzato bandiera bianca. Per questi enti sale il limite alle anticipazioni di tesoreria, da 3 a 5 dodicesimi delle entrate da tasse, tariffe e trasferimenti accertate nel penultimo consuntivo. Chi ha dichiarato il dissesto nel 2012 e non riesce a effettuare pagamenti urgenti, poi, può chiedere al Viminale un anticipo fino a 40 milioni di euro da restituire in tre rate annuali. Entrambe le norme hanno un luogo di nascita preciso, Alessandria, ma possono essere sfruttate anche da altri (in particolare l'anticipazione di tesoreria, che entra strutturalmente nell'ordinamento).
Una terza buona notizia arriva per gli enti entrati in default dopo Taranto, che quindi non hanno ottenuto assegni ad hoc: a questa ventina di Comuni, tra cui oltre ad Alessandria si incontrano Caserta e Castiglion Fiorentino, potranno essere destinati contributi per irrobustire la massa attiva, recuperati dalle economie ottenute sugli interventi per i vecchi dissesti. Si tratta di una ventina di milioni all'anno per i prossimi tre anni, in grado di affrontare circa il 10% della massa passiva accumulata dai Comuni interessati.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio