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NOVITÀ NORMATIVE

DECRETO CORRETTIVO PER LA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI VERSO LA PP.A..

I crediti nei confronti degli enti del Servizio sanitario nazionale delle regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari, ovvero a programmi operativi di prosecuzione degli stessi, restano esclusi dai meccanismi di "certificazione del credito", in base al Dm Economia del 25 giugno 2012.
Lo ha stabilito - in modifica della normativa originaria - il Dm dello stesso dicastero dello scorso 19 ottobre pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 259 di ieri. L'esclusione opera, tuttavia, solo se, nell'ambito di detti piani o programmi, siano state previste operazioni relative al debito.
Le regole per il pregresso
Il nuovo decreto, comunque, fa salve le certificazioni già rilasciate dall'ente debitore in base al Dl 78/2010 e quelle rilasciate nell'ambito di operazioni di gestione del debito sanitario, in attuazione dei predetti piani o programmi operativi.
Con il Dm, poi, il ministero ha anche armonizzato la disciplina della certificazione con quanto stabilito dall'articolo 48 bis del Dpr 602/73. Si ricorda che tale ultima norma impone alle amministrazioni pubbliche, preventivamente al pagamento di somme superiori a 10.000 euro, di verificare, anche in via telematica, se il beneficiario sia inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo. In tal caso, le amministrazioni non procedono al pagamento e, di contro, segnalano la circostanza all'agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.
A ben vedere, l'originaria versione del Dm del 25 giugno scorso, si limitava a sottolineare che, nel caso di accertata inadempienza all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento, la certificazione rilasciata dalla Pa debitrice dovesse semplicemente darne atto, essendo resa al lordo delle somme ancora dovute, il cui importo doveva comunque essere indicato nella certificazione medesima.
Gli effetti delle modifiche
Con le modifiche in commento, invece, il ministero ha voluto ribadire che l'eventuale accertamento di un debito iscritto a ruolo impone al creditore di utilizzare la certificazione del credito ottenuta dalla Pa prioritariamente per sanare la propria posizione presso il concessionario della riscossione. Infatti, l'eventuale cessione del credito a istituti di credito o ad altri enti finanziari da parte dell'impresa creditrice, potrà essere effettuata solo per l'importo corrispondente all'ammontare del credito indicato nella certificazione, decurtato delle somme relative all'accertata inadempienza.
Una ulteriore modifica alla normativa riguarda proprio l'ipotesi di cessione del credito certificato. È stabilito, infatti, che la banca o l'intermediario finanziario cessionario trattengano l'originale della certificazione, rilasciandone copia timbrata per ricevuta al titolare del credito. Nei tre giorni lavorativi successivi, poi, il cessionario è chiamato a verificare - anche attraverso messaggio di posta elettronica certificata indirizzata alla Pa debitrice - l'esistenza e la validità della certificazione. Entro il decimo giorno successivo alla richiesta, l'amministrazione o ente debitore comunica con lo stesso mezzo, l'esito della verifica all'istituto cessionario, che informa il titolare del credito.
Utilizzo totale del credito
In caso di utilizzo totale del credito, l'istituto trattiene l'originale della certificazione e invia all'amministrazione o ente debitore una copia conforme della stessa. In caso di utilizzo parziale, invece, l'istituto cessionario annota l'ammontare oggetto di cessione sull'originale della certificazione e consegna una copia conforme della stessa al titolare del credito completa della predetta annotazione.
Anche in questa sede, poi, viene ribadito che l'impresa creditrice può delegare una banca o un intermediario finanziario abilitato in base alla normativa vigente a gestire per proprio conto le attività connesse alla procedura di certificazione del credito, compresa la presentazione dell'istanza di nomina del commissario ad acta, conferendo apposito mandato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE
Nel link sottostante è consultabile il Decreto del MEF del 19/10/2012.

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