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NOVITÀ NORMATIVE

NUOVI OBBLIGHI: RELAZIONI DI INIZIO E FINE MANDATO.

Regioni, province e comuni chiamati alla trasmissione della relazione di fine legislatura alla Corte dei conti e alla pubblicazione della stessa sui propri siti internet istituzionali. In caso di inadempimento, scatteranno, per gli organi di vertice e i dirigenti responsabili sanzioni pecuniarie che prevedono il dimezzamento delle indennità di mandato e degli emolumenti. Presidenti di provincia e neosindaci redigeranno, entro tre mesi dal loro insediamento, una relazione di inizio mandato che dia conto della situazione finanziaria e patrimoniale dell'ente, nonché del suo livello di indebitamento.
Queste alcune delle novità apportate dal lavoro congiunto delle Commissioni permanenti affari costituzionali e bilancio, tesoro e programmazione della camera, al testo del decreto legge salva enti (il n. 174/2012) che proprio ieri ha incassato il voto di fiducia dall'aula di Montecitorio.
Relazione di fine legislatura. Con un restyling alle disposizioni recate dal dlgs n. 149/2011 (uno dei decreti delegati attuativi del federalismo fiscale), il decreto n. 174 rifà i contorni alla relazione di fine legislatura cui sono tenute le regioni, le province e le amministrazioni comunali. Innanzitutto sui tempi. Per le regioni, viene precisato che entro dieci giorni dalla sottoscrizione della relazione da parte del presidente la stessa deve essere inoltrata alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti.
Questa, entro un mese dalla ricezione, ne esprime valutazioni per iscritto che dovranno immediatamente essere rese pubbliche attraverso l'immissione sul sito internet istituzionale della regione. Se la regione non redige o pubblica online la relazione di fine legislatura, subentra un particolare regime sanzionatorio. In pratica, al presidente e, in caso di mancata predisposizione, al responsabile delle servizio finanziario della regione viene ridotta della metà, con riferimento alle tre mensilità successive, la misura dell'indennità di mandato spettante e quella degli emolumenti.
Il presidente dovrà altresì mettere sulla home page del sito il motivo della mancata pubblicazione della relazione. Per le province e i comuni, invece, la relazione di fine mandato deve essere redatta dal responsabile del servizio finanziario o dal segretario generale. Anche in questo caso, entro dieci giorni dalla sottoscrizione da parte del presidente della provincia o del sindaco dovrà essere trasmessa alla Corte dei conti. Previste sanzioni in caso di mancata redazione o di pubblicazione sul sito internet dell'ente. Presidenti e sindaci, nonché i dirigenti responsabili, subiranno la riduzione alla metà, con riferimento alle tre successive mensilità, dell'indennità di mandato e degli emolumenti. I primi cittadini, inoltre, dovranno mettere in chiaro le motivazioni dell'omessa pubblicazione.
Relazione di inizio mandato. Entro tre mesi dall'insediamento, i presidenti delle province e i sindaci dovranno redigere una relazione di inizio mandato, ovvero una cartina al tornasole dei conti dell'ente. Infatti, lo scopo di tale relazione è quella di verificare la situazione finanziaria dell'ente, la consistenza del proprio patrimonio e la misura dell'indebitamento. A predisporla dovranno essere i responsabili dei servizi finanziari o i segretari generali.
Se le risultanze della relazione dovessero far temere per la tenuta dei conti dell'ente, i presidenti e i sindaci sono autorizzati a ricorrere alle procedure per ristabilire il riequilibrio finanziario. Nel silenzio della norma, il legislatore dovrebbe chiarire, magari anche prima del definitivo passaggio in aula previsto per martedì prossimo, l'organo cui dovrà essere inviata la relazione. Se alla Corte dei conti, nell'ambito dei controlli demandatale dall'art. 1, commi 166 e seguenti della legge finanziaria 2006 o alla ragioneria generale dello stato.
Infine, sull'onda mediatica delle vicende che hanno coinvolto esponenti politici in seno al Consiglio regionale del Lazio, il decreto modifica una disposizione contenuta all'articolo 5 del citato dlgs n. 149/2011. In pratica, si permette alla Ragioneria generale dello stato di avviare proprie verifiche qualora si accerti un aumento non giustificato delle spese a favore dei gruppi consiliari e degli organi istituzionali dell'ente. La stessa ragioneria, inoltre, se dovesse verificare, attraverso le proprie banche dati, uno squilibrio finanziario dell'ente, dovrà darne immediata comunicazione alla competente sezione regionale della Corte dei conti.
FONTE: ITALIA OGGI

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