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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: PER IL FABBRICATO SUL CONFINE PAGAMENTO AD OGNI COMUNE.

La prima dichiarazione Imu deve essere presentata, entro il nuovo termine del 4 febbraio 2013 (essendo domenica il giorno 3) al comune sul cui territorio sono ubicati gli immobili. Pertanto, se gli immobili si trovano sul territorio di più Comuni, il contribuente deve presentare più dichiarazioni, ciascuna per ogni Comune sul cui territorio sono ubicati gli immobili.
Naturalmente lo stesso contribuente è tenuto a corrispondere l'imposta, distintamente e separatamente, a ciascun ente impositore competente (soggetto attivo). Le complicazioni sorgono nel caso in cui l'immobile (terreno o fabbricato) si trovi su territori di diversi Comuni, giacché la disciplina del l'Imu non ha fornito alcuna nozione di "soggetto attivo", come invece previsto per l'Ici dall'articolo 4 del Dlgs 504/92, né ha confermato l'applicabilità di questa norma.
Infatti, la normativa del l'Imu, sia "sperimentale" (articolo 13 del Dl 201/2011), sia "a regime" (articoli 8 e 9 del Dlgs 23/2011), prevede soltanto che le attività di accertamento e di riscossione sono svolte dal Comune. La disciplina dell'Ici, invece, stabilisce espressamente (al primo periodo del comma 1 del citato articolo 4) che l'imposta è liquidata, accertata e riscossa da ciascun Comune per gli immobili la cui superficie insiste, interamente o prevalentemente, sul territorio del Comune stesso. L'inapplicabilità di questa previsione all'Imu è avvalorata nelle istruzioni ministeriali per la compilazione della dichiarazione (paragrafo 1.6).
Ne discende che nel caso in cui un'unità immobiliare adibita ad abitazione principale sia ubicata sul territorio di due Comuni, il soggetto passivo deve eseguire il pagamento dell'imposta a entrambi i Comuni, in proporzione alla superficie sul cui territorio insiste l'unità immobiliare, tenendo conto delle aliquote e della detrazione deliberate da ciascun comune per tale fattispecie. Conteggi, quindi, complicatissimi: il contribuente quindi deve conoscere la superficie che ricade sul territorio di ciascun Comune, dopo di che può applicare le relative aliquote e la detrazione (ordinaria e maggiorata), nonostante che la casa abbia una rendita catastale unitaria e inscindibile.
Secondo le istruzioni, infatti, al contribuente non può essere negato il diritto alle agevolazioni (aliquota e detrazione) per il solo fatto che non può fissare la propria residenza anagrafica contemporaneamente in più comuni. Tale contribuente, concludono le istruzioni, deve presentare la dichiarazione Imu al comune ove non ha la residenza anagrafica, specificando nelle "Annotazioni" che si tratta di «Immobile destinato ad abitazione principale la cui superficie insiste su territori di comuni diversi».
Ma le complicazioni non finiscono qui. Una fattispecie non rara è rappresentata dal fabbricato, classificabile nel gruppo catastale D, non iscritto in catasto, interamente posseduto da un'impresa e distintamente contabilizzato, per il quale il valore imponibile è determinato sulla base del criterio contabile, stante l'inscindibilità dei costi di acquisizione e incrementativi che vanno a formare il valore stesso.
Il ministero delle Finanze, con risoluzione n. 53/E del 9 aprile 1996, aveva precisato che l'Ici dovuta per una raffineria, il cui valore è determinato contabilmente, va corrisposta integralmente al comune sul cui territorio insiste la prevalenza della superficie. Ai fini dell'Imu, invece, per arginare le problematiche, occorrerebbe censire la raffineria, distintamente e separatamente, con attribuzione di due rendite catastali, ciascuna per la parte insistente sul territorio del comune. Il trattamento delle piattaforme petrolifere situate in mare potrebbe arrivare all'assurdo. Per la Cassazione vanno assoggettate all'Ici (sentenza 13794/2005) e il principio troverebbe applicazione anche per l'Imu. Le complicazioni sono evidenti e i Comuni, pur avendo un'ampia potestà regolamentare, possono fare poco per ridurle.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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