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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: DICHIARZIONE SE SI PERDE IL DIRITTO ALLO SCONTO SU INAGIBILI E INABITABILI.

La dichiarazione Imu deve essere presentata dai titolari di fabbricati inagibili o inabitabili solo se si perde il diritto al beneficio fiscale. Lo ha chiarito il ministero delle finanze nelle istruzioni al modello di dichiarazione.
Per il ministero, solo in questo caso il comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare il venir meno delle condizioni richieste dalla legge.
Ha inoltre precisato che i presupposti per ottenere la riduzione del tributo sono molto rigidi. Infatti, «l'inagibilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (ad esempio, fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) o in un'obsolescenza funzionale, strutturale e tecnologica, non superabile con interventi di manutenzione». Ed è necessario che sussistano congiuntamente l'inagibilità o inabitabilità e l'assenza di utilizzo dell'immobile.
Per i fabbricati inagibili o inabitabili l'articolo 4 del dl sulle semplificazioni fiscali (16/2012) ha disposto la riduzione al 50% della base imponibile Imu. Mentre la normativa Ici prevedeva la riduzione al 50% dell'imposta dovuta.
È previsto che lo stato d'inagibilità o inabitabilità debba essere accertato dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che è tenuto ad allegare idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva, con la quale attesta di essere in possesso di una perizia che ha accertato lo stato dell'immobile, redatta da un tecnico abilitato. La riduzione è però limitata al periodo dell'anno durante il quale sussistono le condizioni fissate dalla legge. Per fruire del beneficio l'istanza deve essere inoltrata nel momento in cui il fabbricato è inagibile o inabitabile, al fine di consentire all'ente di verificare la dichiarazione del soggetto interessato.
Questa dovrebbe sempre precedere la concessione del beneficio. Tuttavia per l'Ici, ma il principio è applicabile anche all'Imu, la giurisprudenza ha sostenuto che spetti il trattamento agevolato anche nei casi in cui l'interessato non abbia presentato la dichiarazione d'inagibilità o inabitabilità, purché siano note all'amministrazione comunale le condizioni dell'immobile. Del resto, nel rispetto dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente (articolo 10 della legge 212/2000), l'interessato non è tenuto a provare per via documentale all'ente impositore fatti e circostanze note e conosciute.
Per la Corte di cassazione (sentenza 23531/2008), questa regola la impone il principio di collaborazione e buona fede che deve improntare i rapporti tra amministrazione e contribuente. La Cassazione, dunque, ha ammorbidito la propria posizione e ha rettificato quanto affermato con altre pronunce (sentenza 661/2005), con le quali aveva escluso il riconoscimento del beneficio in mancanza di una preventiva dichiarazione del contribuente sullo stato dell'immobile. In realtà, si tratta di una deroga al principio per cui il contribuente è sempre tenuto a dare la prova di avere diritto a un'agevolazione tributaria. Questo è richiesto non solo dalla nota disciplina sull'onere della prova, ma, soprattutto, quando viene invocata una normativa di carattere agevolativo.
Bisogna poi ricordare che in base all'articolo 59, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 446/1997, il comune aveva la facoltà di introdurre nel regolamento che la riduzione dell'imposta fosse applicabile solo quando il degrado del fabbricato non fosse superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. Se l'ente avesse adottato questa disposizione, l'imposta avrebbe dovuto essere ridotta alla metà solo nel caso in cui sussistessero le condizioni previste nel regolamento. Con l'introduzione dell'Imu questa disposizione è stata espressamente abrogata.
Dunque, le condizioni per ottenere la riduzione alla metà della base imponibile non possono essere disciplinate dai comuni, i quali non hanno più la facoltà di fissare, con regolamento, le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione.
FONTE: ITALIA OGGI

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