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NOVITÀ NORMATIVE

BANDO ANNULLATO: LA DECISIONE PASSA AL TAR.

Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione, con la sentenza 12 novembre 2012, n. 19595, sono tornate a fissare le regole per le assunzioni di personale attraverso concorsi "retroattivi".
Le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione, con la sentenza 12 novembre 2012, n. 19595, sono tornate a fissare le regole per le assunzioni di personale attraverso concorsi "retroattivi". Il caso è scaturito da un dipendente dell'Agenzia delle Entrate che nel 2008, dopo l'annullamento di un nuovo bando di concorso, aveva chiesto la declaratoria del proprio diritto allo scorrimento di una graduatoria formata con un decreto direttoriale 7 anni prima, le differenze retributive rispetto alla posizione così raggiunta e il risarcimento del danno per la mancata crescita professionale. I giudici della Cassazione hanno confermato quanto deciso in precedenza dichiarando la nullità del ricorso e, in appello, il difetto della giurisdizione ordinaria a favore di quella del Tar. Secondo la Corte, il diritto all'assunzione nel pubblico impiego "sorge soltanto in seguito al perfezionamento di una fattispecie complessa costituita dalla perdurante efficacia di una graduatoria e dalla decisione di avvalersene manifestata dalla Pa per la copertura dei posti vacanti". Quindi, anche a fronte dell'annullamento del nuovo bando, perché si crei un diritto all'assunzione dei meglio classificati è necessario che l'amministrazione abbia dichiarato di volersi avvalere della graduatoria già formata. I posti, inoltre, non devono essere solo vacanti ma anche disponibili. Tutte condizioni, queste, equiparabili "all'espletamento di tutte le fasi di una procedura concorsuale, con l'identificazione degli ulteriori vincitori". Il punto della questione sta, quindi, sul crinale dell'iter amministrativo: se questo è stato completato scatta un vero e proprio diritto allo scorrimento della graduatoria, mentre non è sufficiente l'annullamento del nuovo bando a determinare la competenza del tribunale ordinario perché in quel caso si è ancora nell'ambito degli interessi legittimi e non soggettivi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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