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NOVITÀ NORMATIVE

IN COMUNE I CONTROLLI RIMANGONO AI PROFESSIONISTI.

Niente controllori scelti dal Governo nelle città, libertà di rivedere i contratti di riscossione prima del 30 giugno 2013 (anche se mancano le regole di contesto), esclusione dal Patto delle penali per l'estinzione anticipata dei mutui. Sono le principali novità per i sindaci imbarcate alla Camera dal decreto sugli enti locali, che ieri ha ottenuto la fiducia a Montecitorio (386 sì, 5 no e 75 astenuti nelle file di Lega e Idv) e ora passa al Senato per la conversione in legge definitiva.
Lo stesso provvedimento sposta al 4 febbraio la prima scadenza per la dichiarazione Imu, e offre qualche settimana in più ai consigli regionali per adeguare indennità e costi ai parametri offerti dalla Regione più virtuosa.
Il provvedimento riscrive il sistema dei controlli su Regioni ed enti locali. In questo secondo fronte, la Camera ha cancellato la scelta da parte del ministero dell'Economia, fra i dipendenti ministeriali, del presidente dei revisori nelle Province, nei Comuni superiori a 60mila abitanti e nei capoluoghi. Anche in questi enti, quindi, i controllori dei conti saranno sempre commercialisti e revisori legali: «Avevamo chiesto di cancellare la norma già nel nostro congresso di Bari – commenta soddisfatto Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili – perché questo meccanismo ignorava ogni principio meritocratico e nulla prevedeva sulle competenze professionali dei prescelti».
Dalle parti delle Regioni, salta invece il controllo preventivo di legittimità sugli atti, che era previsto dalla versione originaria del decreto (e che per un cortocircuito temporale viene disciplinato da una delibera delle sezioni Riunite della Corte dei conti diffusa giusto ieri), mentre rimangono le verifiche su preventivi e consuntivi modellate sulle procedure seguite fin dal 2006 con i questionari rivolti a Comuni e Province. Nel loro esame, i magistrati contabili dovranno "anticipare" una sorta di bilancio consolidato, tenendo conto anche dei risultati delle società controllate.
Sul versante della riscossione dei tributi, rimane nel testo finale l'emendamento della Lega che consentirebbe ai Comuni di abbandonare Equitalia anche prima del 30 giugno, data fissata dallo stesso decreto per l'uscita dell'agente nazionale dalla riscossione locale. Nello stesso tempo, però, la legge delega sulla riforma del federalismo fiscale promette di cambiare a breve le regole sulle gare e sulle caratteristiche dei concessionari privati, mentre rimangono da sciogliere i nodi sugli strumenti esecutivi e sulla loro applicabilità.
Ricco, infine, il capitolo dedicato a costi della politica e trasparenza sugli eletti. Entro il 23 dicembre le Regioni dovranno tagliare le indennità allineandole a quelle della Regione più virtuosa sia per i presidenti (è l'Umbria) sia per i consiglieri (l'Emilia Romagna), e per tagliare drasticamente i fondi ai gruppi che non potranno superare i 5mila euro a consigliere. C'è più tempo per ridurre le dimensioni di consigli e giunte adeguandole ai nuovi parametri, che scatteranno dalla prossima legislatura.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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