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NOVITÀ NORMATIVE

CORTE DEI CONTI LOMBARDIA: PERSONALE E SFORAMENTO PATTO

Gli enti locali che non sono in regola con il patto di stabilità possono continuare ad affidare incarichi di collaborazione autonoma, studio, ricerca e consulenza.
Il chiarimento arriva dalla delibera 288/2010 della Corte dei conti della Lombardia, che ha precisato i confini della norma (articolo 76, comma 4 del Dl 112/2008) con cui è stata introdotta la sanzione del divieto di assunzione con qualsiasi tipologia contrattuale, comprese le collaborazioni coordinate continuative.
Non ci sono pertanto dubbi che si tratti delle forme di lavoro connesse al rapporto a tempo indeterminato, determinato e flessibile in genere.
Per garantire condotte virtuose e di rientro dal mancato rispetto del patto, il legislatore ha inoltre sottolineato il divieto di stipulare contratti di servizio «elusivi» del vincolo. Su questo aggettivo si sono concentrati i giudici lombardi, i quali hanno precisato che il comportamento elusivo deve essere qualificato come tale solo nel caso in cui l'ente violi, anche se solo in via indiretta, il precetto tipizzato dal legislatore.
Di conseguenza non rientrano nel divieto di assunzione i contratti d'opera intellettuale finalizzati a instaurare un rapporto che si sostanzia in attività di studio, ricerca e consulenza. In senso contrario si collocano invece le collaborazioni coordinate e continuative, poiché il datore di lavoro conserva il potere di verifica tipico della prestazione di lavoro subordinato.
È stato inoltre sottolineato che per la valutazione della tipologia dell'incarico assegnato non rileva la forma, quanto piuttosto la sostanza.
Nell'analisi dei comportamenti eventualmente elusivi non ci si può infatti soffermare solo sulle modalità di pagamento della prestazione, ma l'attenzione va posta sulla reale tipologia dell'incarico, che deve essere caratterizzato da autonomia della prestazione, occasionalità e mancato inserimento del soggetto in modo permanente nell'organizzazione dell'ente medesimo.
Nelle sue ultime delibere la Corte lombarda è tornata anche sui tagli allo stipendio in caso di malattia, disciplinati dall'articolo 71 del Dl 112. L'attenzione è posta sul comma 1, che prevede la decurtazione per i primi dieci giorni.
Come previsto dalla norma, i risparmi dalla mancata erogazione dei compensi non correlati al trattamento fondamentale concorrono a migliorare i saldi di bilancio. Secondo i giudici contabili la legge pone il divieto di recuperare le somme economizzate per incrementare i fondi a disposizione della contrattazione integrativa, per evitare che attraverso accordi di secondo o terzo livello le economie derivanti dal principio di decurtazione della retribuzione accessoria, in ragione dell'assenza da malattia, possano essere retrocesse ai dipendenti pubblici, senza che le stesse siano legate all'effettivo incremento di produttività.
FONTE. IL SOLE 24 ORE

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