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NOVITÀ NORMATIVE

IL RUOLO DEI REVISORI SI ARRICCHISCE DI NUOVI COMPITI.

La riforma dei controlli negli enti locali interviene pesantemente anche sull'agenda dei revisori dei conti, in modo diretto e indiretto.
Sul versante degli interventi espliciti va segnalato prima di tutto il nuovo ruolo di garanzia svolto dai revisori sulla tutela dell'indipendenza del responsabile dei servizi finanziari, il cui incarico potrà essere revocato dal sindaco solo per gravi irregolarità "certificate" proprio dal via libera da parte dei revisori. Senza questo parere obbligatorio, l'ordinanza di revoca scritta dal sindaco non potrà avere effetto.
Sul versante delle sanzioni, la riforma rilancia la previsione già introdotta dai decreti attuativi del federalismo fiscale che in caso di dissesto minaccia il divieto decennale di ricevere incarichi per il revisore che non abbia vigilato e segnalato tempestivamente le irregolarità alla base del default.
Ma è la revisione integrale del sistema dei controlli ad arricchire ruolo e competenze dei revisori: le nuove norme richiamano espressamente il loro obbligo di vigilare sul meccanismo delle verifiche di regolarità contabile, nel nuovo sistema che va costruito sotto la responsabilità del segretario generale dell'ente locale.
Il monitoraggio deve mettere sotto esame impegni e liquidazioni di spesa, accertamenti di entrata, contratti e atti amministrativi, e si deve concretizzare in verifiche fondate su tecniche di campionamento in grado di assicurare la casualità delle scelte d'indagine e il passaggio di un numero adeguato di atti sotto le maglie dei controlli. Ma anche l'estensione delle verifiche alle partecipate e la nuova definizione di controllo strategico, che nei Comuni sopra i 15mila abitanti impongono di controllare i rapporti finanziari fra Comuni e società, i contratti di servizio e gli indicatori di output sulla qualità dei servizi finiscono naturalmente sul tavolo dei revisori.
Negli enti più piccoli, invece, rimane al momento irrisolto il problema del taglio di oltre mille revisori dei Comuni aggregati in Unioni, che rischia di imporre ai nuovi collegi il controllo simultaneo (e irrealizzabile) di decine di Comuni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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